L’apparenza incanta

Raffaella Cosentino Borsetto

Un click!
Era stato un click a rimodellare la sua quotidianità fatta di gesti ripetuti e solitudine. Perché il lockdown per Bruna Giordano era stato soprattutto solitudine.
Chiusa nella casa che l’aveva protetta come una placenta in una barriera di separazione tra il suo mondo e l’ambiente esterno, che le faceva sempre più paura.
Fino alla notifica di richiesta di amicizia. Ma sì, perché no! Aveva pensato.
Poi quella sensazione come di accettare caramelle da uno sconosciuto.
La foto sul profilo incarnava un uomo dall’aspetto gentile, brizzolato, rassicurante.
Dove lei aveva postato un grande fiore di ibisco e la scritta ardo di mille musiche diverse. Di Alda Merini, la sua passione.
Niente conoscenze in comune, nessun particolare che glielo rendesse familiare… meglio così. Quindi si era fidata del suo istinto e aveva accettato quell’amicizia.
“Che nome importante!” le aveva subito scritto lui quando si erano presentati on line, per poi aggiungere:
“Ti piace il buon cibo?”
Quando ho mangiato bene mi informo sul destino degli altri” aveva buttato lì lei, in tutta risposta. “Un aforisma dell’Alda Merini, la poetessa dei Navigli! Meravigliosa!” la replica.
Al che, Bruna aveva provato una scossa. Finalmente una persona che si trovava sulla sua stessa lunghezza d’onda!
E così, un po’ per gioco e un po’ per misurarsi, le loro conversazioni erano state un continuo richiamare gli aforismi della Merini, in un intreccio di messaggi modellati in un codice tutto loro.
E a poco a poco, per Bruna, quegli appuntamenti serali con Lucio Fabbri erano diventati un rituale irrinunciabile.
E il desiderio, sempre più persistente, di incontrarlo in carne ed ossa, rendeva la sua attesa un silenzio che riusciva ad ascoltare, addirittura a toccare, non con le mani ma con le corde dell’anima.
Contava i giorni, Bruna, che mancavano alla fine del confinamento come un’atleta che conta le bracciate che le mancano per finire la vasca prima del traguardo.
Le preoccupazioni degli amici per questa sua storia, così coinvolgente, per quest’uomo di cui non aveva voluto rivelare neanche il nome, la irritavano. Tutti pronti a metterla in guardia dalle truffe sentimentali sul web, di cui era piena la cronaca.
E allora non li chiamava più.
Non potevano capire. Lei, con lui, si sentiva come uno dei personaggi dei quadri di Chagall, di quelli con i piedi a terra e la testa tra le nuvole.
Non conoscevano nulla l’uno dell’altra… era il loro segreto. Si saziavano di emozioni, di sensazioni. Incantati da quella apparenza con cui inventavano la loro storia. Per il resto ci sarebbe stato tempo quando si sarebbero incontrati, quando ognuno avrebbe potuto mett foeura el nas, come avevano battezzato la tanto agognata fine del lockdown. Una formula calzante in modo drammatico e ironico, tipico della vita.

E ora che la sua attesa sta per terminare si sente galvanizzata e al tempo stesso timorosa per ciò che potrà scoprire. Cosicché la sua mente è da una parte e il cuore dall’altra.

Dopo mesi di confinamento forzato, l’aria di libertà non le fa più paura. Vuole ritornare alle amicizie, al lavoro, agli aperitivi, alle cene, agli spettacoli… vuole finalmente uscire!

Fino a quell’aforisma, che lui l’ultima sera le ha come sussurrato: “Non sempre si riesce ad essere eterni.
E lei che non riesce più a dormire.
Finalmente l’alba le porta la promessa dell’incontro. Con il suo Lucio. Arrossisce Bruna nell’indulgere su quell’aggettivo… Suo.

Suona il telefono.
“Sì, sono io, Giordano Bruna.”
Quindi una voce e quelle parole che la lasciano stordita: Lucio Fabbri ha avuto un malore. Non ha superato la crisi. L’esecutore testamentario le annuncia che lui ha pensato a lei. Le ha lasciato un lascito molto cospicuo. Non ci sono altri parenti.
Lucio… le emozioni la travolgono: prova un dolore sordo, poi pena, rabbia, rimpianto, vuoto e un senso di abbandono che fa male.
E ancora colpa, per aver dubitato di lui, del suo amore per lei…

Gli amici, che cercano di consolarla più per lo scampato pericolo che per altro, la feriscono.
Sente i loro sguardi che si incrociano sopra la sua testa piegata, incapaci di comprendere. Quella fine prematura, quel lascito inaspettato, quell’uomo, apparso tra loro come una stella cadente nella notte di San Lorenzo.
Un manipolatore, le avevano detto… ma poi, quella telefonata e lui che le lascia tutto.
Lo sbigottimento che legge ora nei loro volti le procura un piacere malvagio: Lucio l’amava. L’ha dimostrato! E loro si sono sbagliati.
Non è la stupida che credono.

L’ottundimento emotivo che ha provato nelle ultime ore muta nella volontà comunque di uscire per incontrare il suo Lucio; andrà al servizio funebre, non lo lascerà solo.
Ora la pervade un tremore incontrollabile per non sapere come trovarlo, chi contattare… Il suono improvviso del telefono la fa sobbalzare: “Signorina Giordano, avvocato Sensi” ancora quella voce e l’ansia di Bruna cresce mentre interrompe di getto l’uomo:
“Voglio vederlo! Dov’è? Voglio venire al suo funerale!”
“Non è qui. Ha disposto la cremazione. Non c’è nessuna cerimonia.” “Ma allora…”
“E’ tutto finito. Sto già avviando le pratiche per sbloccare il lascito. Mi serve l’anticipo per le spese notarili… perché la somma che il signor Fabbri le ha lasciato è alta… Non si preoccupi, le farò avere tutti gli estremi… E se non dovesse avere la disponibilità necessaria potrà chiedere al Tesoro un anticipo sulla sua liquidazione. Con la sua anzianità di servizio non avrà difficoltà ad avere quanto le serve…”

Grosse lacrime iniziano a scendere sul volto di Bruna. La voce al telefono le appare lontana. In sovraimpressione la decisione di Lucio di non dirsi nulla l’uno dell’altra fino a quando non fosse terminato l’isolamento.
“Ma allora” grida al muro “Come sa, l’avvocato Sensi, della mia liquidazione, del mio lavoro… Chi è veramente quell’uomo! Chi è Lucio Fabbri! Oh, come ho potuto!”
Gliel’avevano detto tutti… che il web è pieno di truffatori. Truffe romantiche le chiamano. In questo periodo ai massimi storici.

Si sdraia. Guarda il soffitto della stanza. Si sente svuotata. La trepidazione, che provava, di poter uscire finalmente da casa, non c’è più.
Non uscirà. Come l’Alda, anche per lei Ci sono giorni che non si staccano dalle pareti.

Chiude gli occhi, Bruna.
Quando li riapre è un nuovo giorno.
Basta! Sceglie di vivere! Vuole lasciarsi alle spalle il periodo di reclusione vissuto e questa storia amara che l’ha stremata.

La sera si trucca ed esce con gli amici. Si sente euforica, vuole vivere appieno questa nuova sensazione, è pronta per fare conoscenze. Basta con la realtà virtuale! D’ora in poi vorrà conoscere solo persone in carne ed ossa.
Ritrovo alla Ringhiera, sui Navigli. Quando li vede, il colpo d’occhio le rimanda la sua normalità. Sono lì, gli amici di sempre. Tra loro, un bel ragazzo biondo che non conosce, le maniche della camicia rimboccate e un aperitivo rosso fuoco in mano, la osserva con complicità.
Giancarlo la chiama:
“Vieni, Bruna, ti presento il mio nuovo collega.”
La ragazza sorride e sostiene lo sguardo di lui, con malcelata malizia. Quindi: “Piacere, Bruna Giordano” gli dice.
“Che nome importante!” replica l’uomo, ammiccante. Per proseguire subito dopo: “Molto lieto. Lucio, Lucio Fabbri.”