Macchia nera su giallo

Federico Romagnoli

La stazione centrale di Milano ha una carica sensuale tutta sua, particolare, mi piace lasciarla perché so che a breve tornerò, non ne posso fare a meno; oggi devo andare in Via degli Scipioni, e non ho la minima idea di dove sia, i taxi gialli sono in sciopero e quelli abusivi hanno la fila dei vampiri. Ho una cartina alla mano e vedo che distao circa cinque chilometri. Vado a piedi, anche se il caldo di luglio sembra squagliare il pirellone. Non sarà una passeggiata facile, lo capisco subito, c’è una rissa alla fila dei taxi abusivi, un naso rotto probabilmente, e bestemmie altolocate, la situazione si scalda ulteriormente, me ne vado, credo nella direzione giusta. La calura è un umido killer, ti accarezza lasciandoti macchie sotto le ascelle, acqua fredda lungo la schiena, e visioni stralunate. Mentre procedo mi pare di essere in quel racconto di Buzzati, quello a fumetti, solo che è giorno, maledettamente giorno, paurosamente giorno. Un giorno giallo intenso. Prendo gli occhiali da sole dalla valigetta, si ho una valigetta nella mano sinistra, perchè devo andare da un cliente. Indosso gli occhiali, ma non va molto meglio, solo un po’. Devo fare una via molto lunga, una di quelle che cambia nome, da Tunisia a Regina Giovanna, roba che si avessi tempo potri fantasticarci sopra delle storie, oer esempio che la regina Giovanna era stata rapita in mare dai pirati e dopo essere stata brutalmente violentata dalla ciurma, venduta a un mago al porto di Tunisi dove, dopo averlo sedotto e decapitato gli avrebbe anche rubato i poteri e poi dominato la città da regina sensuale e illuminata. Oh cazzo, sono le visioni provocate dal caldo, ecco vedo una ragazza che ha tutte le sembianze di una regina, cinquanta euro qui nel vicolo, cento in casa, faccio tutto. Fai anche il gin tonic? Vai a cagare frocio. Ok, effettivamente dovrei anche cagare, ma prima devo bere, sto perdendo tempo, giro in Via Lambro, c’è un piccolo bar, quasi nauseabondo, quasi un paradiso, oggi. Vorrei un gin tonic, cazzo non ce la facevo più. L’ha fatto con qualcosa che somiglia al piscio di gin, è giallo ‘sto gin tonic da cinque euro. Vorrei trapanargli la faccia al barista che ride, ma non tempo, devo andare, sono vicino ormai. Rientro nel viale principale e vedo un’enorme macchia gialla sul muro, una pubblicità, ma non c’è scritto niente, l’unica cosa che vorrei fare è cagarci sopra, visto che non ce la faccio più, e il bagno del bar non lo voglio nemmeno vedere. Come faccio a presentarmi dal cliente e dire, mi scusi posso prima cagare? Non si fa, non si fa. Questa enorme macchia gialla mi ipnotizza, è come se mi dicesse di cagargle addosso, è come se ne avesse piacere. Non credo di poter resistere ancora a lungo, questione di qualche minuto, il falso gin tonic mi ha devastato definitivamente. Allora sto per sbottonarmi e lasciarmi andare ma sento una lama che mi sfiora la gola, dammi tutto e sta fermo. Prendi tutto ma fai veloce, no la valigetta mi serve, devo andare da un cliente, non ci sono soldi, prendi il portafogli, sto per cagarmi addosso, e quello mi colpisce alla testa col manico del coltello, e vedo tutto giallo, mentre perdo i sensi. La regina ha in mano tutto l’impero, taglia le teste dei sudditi che non la fanno godere, ricopre d’oro quelli che la fanno urlare di piacere, e si veste sempre di giallo. Giallo è quello che vedo mentre riprendo i sensi, tutto il mondo è giallo e sfuma in una faccia che piano piano riconosco, è il mio cliente, il signor Anselmi. Su su sta bene, è tornato tra noi? Mah che è successo ohi ohi che mal di testa, visto che era in ritardo all’appuntamento ho provato a chiamarla ma non rispondeva e così mi sono incamminato verso la stazione sapendo dello sciopero dei taxi gialli e l’ho trovata svenuto all’angolo di via Lambro tra l’altro in condizioni igieniche poco presentabili…mi stavano rapinando mi sembra, avevo un forte mal di pancia, oddio che vergogna… ma non si preoccupi piuttosto come si sente che è giallo in viso…non benissimo ma sono sicuro che mi riprenderò presto ma che vergogna…ma no ma no l’importante è che stia meglio sta meglio vero?… si si ma la valigetta me l’hanno rubata…ho ritrovato anche quella non si preoccupi il contenuto evidentemente non interessava al ladro…ah meno male sennò chi lo sente il principale…beh effettivamente quando si ha che fare con un capo come il suo c’è poco da scherzare…non me lo dica lei mi ha salvato l’anima a proposito visto che si è risolto tutto per il meglio ci sarebbe da firmare il contrattino… certo siamo qui per questo dunque se non sbaglio c’eravamo accordati per un tempo di quattro anni…esatto signor Anselmi lei ha diritto a quattro anni di vita in più in cambio della sua anima allla scadenza del contratto, una firma qui, una qui e una qui…ecco fatto!beve qualcosa?…no no è meglio se torno il prima possibile dal principalr, credo di avere un treno tra un’ora e devo rendermi anche presentabile che sennò sono guai, anzi la ringrazio ancora tanto per quello che ha fatto per me… ma si figuri era nell’interesse di tutti in fondo e poi questa città è diventata un vero inferno…a chi lo dice! La saluto, non credo che ci rivedremo… penso proprio di no, almeno in questa vita.
Riprendo la via verso la stazione centrale, che giornata, alla fine nemmeno peggio di altre, tutte le volte è una guerra, questo lavoro mi sfianca. Pregusto la nuova sensualità che mi avvolgerà anche solo per un attimo quando entrerò in stazione, sono tanti i clienti milanesi, e tutte le volte godo di quei profumi e di quell’atmosfera, mi sembra di essere la mia regina di Tunisi. Passo ancora, e non poteva essere altrimenti, davanti a questo enorme manifesto tutto giallo ma qualcosa è cambiato, c’è una macchia nera, sembra una firma posta in basso a destra, è appena percettibile sul giallo dominante, come quella che avrei voluto apporre io in precedenza, per orgasmo personale. Solo che riconosco la firma del mio principale. Non c’è dubbio, sono stato licenziato.