Mett foeura el nas

Giovanna Pugno Vanoni

And when I am formulated,

Sprawling on a pin

[T.S. Eliot, The Love Song of J.Alfred Prufrock, 1915]

El ver bombas, che dà gust al nas

L’aria la par de ras e con tanti odor che per usmaj se vorrav vess tutt nas

Fa el so oeuv foeura del cas, che i sinod possen reffignagh el nas

T’hoo cognossuu, gambetta!, ficcanas! Che no te voeu stà ai regol de Parnas!

De lassass mennà a voltra per el nas daj miee, e lassagh fa quell che ghe pias

Sont persuas e poeù basta domà vardamm el nas

El va giò di Farinn vers San Protas, e quand l’è asquasi lì per dagh el nas

E el pesc l’è ch’anch a no essen persuas olter no se po’ fa che dagh de nas

Col biccer del bombas – sott al nas: e a giurà de tornà per cent agn, in sto dì, s’el ghe pias

Ma quest el bagna el nas. Ghé l’amor de la pas

Che jer m’even miss in cas da podemm nanch nettà el nas

La toveva tutt in pas né la gheva che ona cossa che ghe andass on cicc al nas

On dì ona Dama cont on nas tant faa, che’l pareva la cupola del Domm, l’è andada in d’ona cà de nobiltaa, accompagnada d’on smorfiett d’on omm

[Carlo Porta]

 

Qualcosa accade… con il naso, con il nas. Si sentono odori, si scoprono fatti privati, si viene presi in giro. Esprime carattere: Nas che pissa in bocca guai a chi ghe’l tocca! E ancora: è talmente sfortunato che è caduto di schiena e si è rotto il naso! Il naso di Cleopatra: se fosse stato più corto, tutta la faccia del mondo sarebbe cambiata (Pascal). E Cyrano? E Pinocchio? A volte viene perduto e non si tratta solo di anosmia (Gogol). Il naso è intelligente (Rosalia Cavalieri) e sensibile. Ci espone al mondo e all’altro.

Giorgio si alzò dal letto che erano quasi le undici. «Nessun problema» – si disse – «la giornata è lunga!». Andò in bagno, si apprestò, insonnolito, a farsi la barba e a contemplare il suo viso allo specchio: «sono proprio un fusto!», pensava tra sé e sé e pregustava i complimenti e gli applausi. Ricordava bene la parte e anche quelle battute, che aveva dovuto ripassare tante volte, non erano più un problema. Canticchiò qualcosa; si pizzicottava le guance con soddisfazione. D’improvviso lo sguardo perse il torpore del sonno e lo scorse. Si fermò irrigidito. Si avvicinò lentamente allo specchio; il sangue sembrava fermarsi; il cuore, invece, prese a battere all’impazzata. Orrore! Il naso dal volto era scomparso e, al suo posto, vi era una superficie liscia e piatta. Su di essa, le narici erano due fenditure lunghe e strette. Se ci fosse stato da ridere, si sarebbe potuto dire che erano due tagli alla Fontana. Del naso, quella sporgenza del volto così importante, nessuna traccia. Si toccava, si osservava da tutti i possibili punti di vista, andò nell’altra stanza per provare un’altro specchio, accese tutte le luci per inquadrare la pelle in quel punto del viso. Si sentì svenire e si dovette sedere. Sudava freddo.

La conferenza era fissata per le sei del pomeriggio. Con Sara, la sua agente, erano d’accordo di trovarsi mezz’ora prima per ripassare i punti salienti del discorso e per le raccomandazioni generali relative al tono della voce, alla postura e ai ringraziamenti finali. Tutto sarebbe andato bene, come lei gli ripeteva sempre, e gli infondeva con quei suoi begli occhioni tanto ottimismo e fiducia (per questo, fra tanti agenti, aveva scelto proprio lei).

Dopo la disperazione iniziale, si fece coraggio e chiamò il 112. «Bronto, buonasera», fece lui «chiamo per un’emergenza». «Siamo qui apposta», rispose con sollecitudine l’operatore. «Aiuto! Aiutatemi!», si lasciò andare. «Di che si tratta?» «Ehm, veramente, ho perso il naso!» «Cosa? Ho sentito bene?» «Sì, proprio così: non ho più il naso! Da stamane!».

****

Passarono i giorni e il povero Giorgio, chiuso in casa, aveva rinunciato a tutti gli impegni. Era sull’orlo del fallimento.

La sera del settimo giorno si addormentò abbruttito ed esausto.

«Mett foeura el nas!», «Mett foeura el nas!», «Mett foeura el nas!», «Mett foeura el nas!», sentì nel sonno.

Quando, al mattino, si risvegliò e si guardò allo specchio non poteva credere ai suoi occhi: il suo naso era tornato al suo posto e sembrava sfidarlo dalla sua ritrovata e salda posizione.

Sarà stato tutto vero o si sarà trattato di un brutto sogno?

Ad ogni buon conto, adesso il nas era foeura!