Giallo
Antonello Faimali
Cassandra era come sempre in anticipo, anche se di pochi minuti. Ci teneva alla puntualità ed essendo questo il primo appuntamento con un ragazzo conosciuto su un sito di incontri, voleva valutare anche quella dell’altro. Aveva scelto un abito che metteva in risalto le sue forme snelle senza scoprire troppo e di un colore verde smeraldo che faceva pendant col colore degli occhi.
Quando vide una vecchia Nissan Cube giallo abbagliante immettersi nella via dove era in attesa, pensò che era davvero un brutta macchina, ma con quel colore era orrenda. Un attimo dopo l’auto orrenda si fermo davanti a lei, che esterrefatta vide un giovane sorridente scendere e andarle incontro, vestito con un abito intero completamente giallo.
“Cassandra Bonelli suppongo!”
La ragazza, presa alla sprovvista, non riuscì a negare come si era ripromessa di fare appena visto l’abbigliamento e il veicolo.
“Se… sei Rossano Biagiotti?”
“Non mi riconosci? Ci siamo scambiati parecchie foto, è vero che io in fotografia sembro più bello che dal vero, ma pensavo di essere almeno riconoscibile. Invece tu dal vero sei molto, molto meglio. Comunque se ti ho deluso perché ti aspettavi di vedermi come in foto, possiamo sempre salutarci qui.”
“No in effetti ti ho riconosciuto, ma sono rimasta un po’ sorpresa dall’abbigliamento.”
“Adesso capisco, in fotografia non mi sono mai vestito elegante, ma per il primo incontro ci tenevo a fare bella figura. D’altronde anche tu come mise non scherzi, elegante e… scusa se lo dico, anche un tantino sexy, senza strafare… molto bello.”
Troppi complimenti tutti in una volta… ma in fondo.
“Bene, fatte le presentazioni cosa proponi? Dove si va?”
“Vista l’ora pensavo di andare a cena. All’inizio ho pensato ad un ristorante stellato in centro, poi ho valutato un’altra possibilità, quindi andiamo.”
Cassandra fece un po’ fatica ad entrare in quell’automobile color canarino e restò per tutto il viaggio muta. Le premesse non erano favorevoli, il punteggio del ragazzo restava negativo, nonostante un fisico ben proporzionato un bel viso e tanti complimenti… tutto quel giallo assolutamente no e poi aver scartato un ristorante stellato… tanti meno. Quando l’auto imboccò una via trasversale in mezzo ai campi la ragazza cominciò a preoccuparsi, ma le paura passò quando la vettura si fermò in un piazzale davanti all’entrata di un ristorante.
“Ho sentito parlare di questo posto, ma non ci sono mai venuta, perché è impossibile, bisogna prenotare con settimane d’anticipo…”
“Infatti ho prenotato due mesi fa e avendo capito dai messaggi che ci siamo scambiati, che tu apprezzi la cucina tradizionale milanese, mi sono permesso di prenotate una cotoletta orecchia d’elefante per due, poi scegli antipasti e primo.”
“Cotoletta ho sentito dire che qui è fantastica… Ma scusa noi ci conosciamo da due mesi e tu hai prenotato subito il ristorante.”
“Mi è bastata una tua foto e le parole che hai scritto, sapevo che sarebbe stato impossibile non incontrarci.”
Cassandra si lasciò condurre al tavolo senza ulteriori commenti. Anche perché mentre il ragazzo le teneva aperta la portiera, lei pote notare con un certo ribrezzo che calzava sneakers gialle Il risotto all’osso buco squisito e la fantastica cotoletta il tutto annaffiato da chianti classico, contribuirono al rilassamento della ragazza, che si lasciò coinvolgere dagli aneddoti che Rossano raccontò del suo lavoro come veterinario per piccoli animali. Rise per il racconto di una signora che si lamentava perché la sua coppia di furetti non faceva i piccoli, e che era restata di sasso quando le era stato comunicato che erano due maschi. Ma veramente si sbellicò quando sentì del proprietario di una Gracula religiosa, che aveva portato il suo pennuto dal veterinario per fare in modo che lo facesse smettere di urlare: “andate tutti a fare in culo” a qualsiasi persona entrasse in casa.
Leggermente brilli e molto allegri salirono in macchina e percorsero un centinaio di metri quando, Cassandra urlò.
“Fermati!”
Colto di sorpresa il giovane bloccò l’auto di lato ad un campo di mais prossimo alla raccolta.
La ragazza afferrò il bracciolo e parlò con voce stridula.
“Ci siamo scritti per due mesi, ti ho rivelato cose di cui non ho parlato con nessuno, sei sempre stato dolce e maturo nei tuoi consigli, questa sera ti sei ricordato che io amo la cucina tradizionale e mi hai portato dove ho potuto gustarla divinamente, mi hai fatto scompisciare dalle risate e mi hai fatto un mucchio di complimenti e sei pure molto, molto carino… anzi sei bello. E hai rovinato tutto, tutto…”
Rossano era esterrefatto.
“Ma… io…!”
La voce di Cassandra salì di volume.
“Io odio il giallo, il colore giallo… mi fa ribrezzo, non posso stare ad guardarlo per più di pochi secondi devo distogliere lo sguardo!”
Il ragazzo rispose a voce bassa.
“Allora temo di avere definitivamente distrutto un possibile rapporto… io ho anche le mutandine gialle.”
Attimo di silenzio.
“Ma questa è una balla, dove avresti trovato delle mutande gialle?”
Rossano accese la plafoniera slacciò la cintura e calò i pantaloni mettendo in mostra un paio di slip inequivocabilmente gialli. Qualcos’altro però fu messo in mostra, un glande turgido e rosso che sbucava dalle piccole mutande, che coprivano la restante e ben visibile rigidità.
La ragazza esitò solo un attimo poi si chinò e appoggiò le labbra su quella pelle liscia.
Il resto avvenne in silenzio. Il ragazzo fece una rapida manovra e si infilò nello stradello a lato della coltura di granoturco, percorse una decina di metri sufficienti a sparire dalla visuale della strada e spense tutto. Cassandra con un movimento da contorsionista scavalcò il tunnel centrale e si calò con un sospiro su quell’asta ormai completamente scoperta. Dopo un lunghissimo bacio la ragazza piacevolmente riempita sussurrò all’orecchio di Rossano.
“Può darsi che cambi idea su colore giallo.”
Due mesi dopo Cassandra usciva da un negozio in via Monte Napoleone in quel momento estremamente trafficata, quando un tandem giallo le si fermò di fianco.
“Rossano, potevi dirmelo che venivi a prendermi col tandem, non mi sarei messa la minigonna.”
“Con quelle gambe puoi fare ciò che vuoi!”
Mentre sollevava la gamba per prendere posto sul sellino mise completamente in mostra un paio di striminziti slip inequivocabilmente gialli.