Un colpo di culo

Antonello Faimali

L’agente Riccardo Scaravelli sollevò la testa dal cuscino e restò ad ammirare quello splendido corpo steso prono sul letto, completamente nudo e di nuovo si chiese perché si era cacciato in quel guaio e  come ne sarebbe uscito. Poi passò lo sguardo su quel sederino sodo e si diede la riposta.

Anche lui nudo, si alzò e si diresse alla cucina con l’idea di preparare il caffè, in quel momento udì lo squillo del cellulare lasciato sul comodino. Si mosse alla svelta, ma il suono prolungato aveva svegliato Silvana che restò a guardare in silenzio mentre lui rispondeva.

“Capo… tutto bene, continuo la sorveglianza… certo non l’ho mai persa di vista, tranquillo gli sto addosso! Tra un’ora viene l’agente Cerutti a darmi il cambio, bene l’aspetto in macchina.”

La ragazzina seduta sul letto si tappava la bocca per trattenere le risate. Ma appena Riccardo chiuse il telefono non resistette, era quasi in lacrime quando riuscì a formulare una frase sensata.

“Le sto addosso… pensi che capisca… come mi stai addosso… anche sopra e altrove… “

“Senti, non ho mentito. Sono qui per sorvegliarti e l’ho fatto, non sei scappata, e non hai combinato guai. Piuttosto devo tornare in auto, tra un ora arriva il cambio.”

Silvana si stese supina e allargò le lunghe gambe.

“Tra un’ora!”

Quaranta minuti dopo l’agente Riccardo Scaravelli rifletteva chiuso nella sua vettura. Appena diplomato si era iscritto al corso di formazione per entrare nella polizia di stato, era sempre stato il suo sogno. Superato il concorso era ormai da 2 anni agente effettivo del commissariato di Gratosoglio. Fino a quel momento gli erano stati affidati incarichi minori e sempre affiancato da un collega. Da una settimana aveva l’incarico di far parte della squadra responsabile della sorveglianza di Silvana Cretti, una ragazzina di quasi sedici anni, fortemente sospettata di aver ammazzato il fratello a colpi di piede di porco. La situazione era problematica perché la fanciulla era affidata al fratello che oltre ad essere tossicodipendente e spacciatore al momento era pure morto. Padre alcolista morto di cirrosi 5 anni prima, madre in galera per sfruttamento della prostituzione. Il GIP prima di far intervenire i servizi sociali aveva preferito lasciare libera Silvana, sia per vedere se commetteva qualche errore con cui avrebbe potuto sostenere l’accusa dell’omicidio del fratello e sopratutto perché l’esimio Gerolamo Sartori, Vicequestore di Gratosoglio, della morte di un drogato spacciatore se ne fregava altamente, ma aveva intravisto la possibilità di individuare e incastrare i trafficanti che procuravano la droga. L’idea era – lasciamo libera una fanciulla che molto probabilmente è coinvolta nella rete di distribuzione delle sostanze stupefacenti, la sorvegliamo stretta e prima o poi ci porta da chi controlla tutto il sistema-

L’obiezione che l’agente Scaravelli aveva sollevato – Ma così rischiamo di farla ammazzare.–  era stata minimizzata con la frase “Possono esserci danni collaterali.”  Nonostante le perplessità Riccardo aveva eseguito. Fino a due giorni prima, quando quella piccola peste l’aveva sgamato e affacciatasi al suo finestrino l’aveva invitato a prendere un caffè da lei. La ragazzina abitava nell’appartamento dei genitori nelle case popolari. Lui, sentendosi furbo e intraprendente, tipo tenente Colombo aveva accettato. Quello che era accaduto in quei locali e che si era ripetuto il giorno seguente trasformava il Kamasuta in un manuale di catechesi. La situazione al momento si riassumeva in poche considerazioni, faceva sesso estremo con una minorenne invischiata nel traffico di droga e sospettata di omicidio, che per di più risultava sotto la sua responsabilità quale agente di polizia incaricato di sorvegliarla. Questo significava la fine della carriera in polizia, la possibilità di finire al gabbio e comunque la rinuncia a qualsiasi lavoro statale, ma quella peste lo aveva stregato e non solo per come si muoveva sotto di lui e qualche volta sopra. In effetti lo aveva anche convinto di non essere colpevole e neppure invischiata negli stupefacenti.

Ma adesso? L’unica possibilità che gli restava era Trovare il colpevole dell’omicidio e sopratutto smascherare il giro della droga a Milano… senza mezzi, con pochissima pratica investigativa e sopratutto di nascosto. 

Con questi pensieri si buttò vestito sul letto e si addormentò.

La mattina successiva appena l’agente Cerutti se ne fu andato, Riccardo si precipitò da Silvana. La ragazza aprì indossando un accappatoio di microfibra, fece un passo indietro e mentre Riccardo chiudeva la porta con un calcio, si inginocchiò, lasciando nel contempo scivolare l’indumento.

Un’ora dopo mentre si rivestivano la ragazza disse.

“Devo andare a ritirare lo scooter che ho fatto riparare.”

“Ti accompagno io.”

Mentre scendeva nell’officina Riccardo chiese.

“Come mai hai scelto quest’officina qui nel quartiere?”

“Mi ci ha portato mio fratello, qui conosceva tutti.”

Quelle parole fecero venire all’agente Scaravelli l’idea di fare qualche domanda. Estrasse il tesserino e tenendolo in mostra esclamò.

“ Sono la polizia!”

Quello che accadde dopo durò pochissimi secondi. Un uomo appoggiato ad un bancone ruotò su se stesso abbassandosi. Riccardo fece un passo avanti. L’uomo iniziò a rialzarsi tenendo in mano un piede di porco. Riccardo sparò un calcio con tutta la sua forza. La scarpa dell’agente centrò ad alta velocità le attrezzature riproduttive dell’uomo. Quest’ultimo continuò il movimento con il piede di porco, ma il coordinamento era saltato e l’attrezzo sfuggì di mano all’uomo che si accasciò gemendo. Riccardo fu velocissimo ad estrarre le manette e a bloccare l’assalitore.

Tre giorni dopo in commissariato, intorno alla scrivania del Vicequestore Sartori si trovavano: il commissario Girometta, l’agente Scaravelli e la signorina Cretti. Fu il commissario a parlare per primo.

“Grazie all’intuito e alla prontezza dell’agente scelto Scaravelli è stato catturato l’assassino di Egidio Cretti. Sul piede di porco la scientifica ha trovato il sangue della vittima. Inoltre con la perquisizione dell’officina è stata trovata cocaina per almeno tre milioni di euro, oltretutto nascosta in contenitori di ricambi per auto il che ci ha permesso di rintracciare il mittente e grazie alla ricostruzione dei tragitti sgominare tutta la rete di distribuzione della droga.”

Fu il Vicequestore a proseguire

“Poiché la signorina Cretti essendo minorenne necessita di un tutore legale e visto che i genitori dell’agente Scaravelli si sono offerti, vedremo di sistemare le cose. Inoltre sosterrò personalmente la promozione a ispettore dell’agente Scaravelli.

Mentre si allacciava la cintura Silvana, sorridendo, si rivolse al ragazzo al volante. 

“Naturalmente hai evitato di far notare che il tuo grande successo è dovuto esclusivamente a un colpo di culo.”

“Non mi è sembrato necessario… A proposito di culo…”

“Stai invitandomi ad una pizza?”

“Prima o dopo?”

“Perché non prima e dopo”.

“Ecco come si risolvono i problemi!”