Remigio, come sei stato concepito?
Ugo Perugini
Italia, 2030
L’Intelligenza Artificiale Generativa ha fatto scoperte incredibili e impensate negli ultimi tempi. Oggi, esiste per tutti la possibilità di ricostruire con un incredibile livello di approssimazione il momento più importante della propria vita. Un momento che nessuno, per ovvi motivi, potrà mai ricordare, quello del proprio concepimento.
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Hai mai desiderato rivivere il momento più straordinario della tua esistenza? Oggi, grazie all’Intelligenza Artificiale Generativa, questo sogno può diventare realtà!
Sarà possibile infatti ricostruire, con un livello di dettaglio incredibile, il giorno in cui sei stato concepito. Un momento unico, che non puoi ricordare, ma che ha dato inizio alla tua vita.
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L’Intelligenza Artificiale, grazie alle sue sofisticatissime capacità, è in grado di ricostruire il rapporto di intimità e di amore, in cui tuo padre e tua madre decisero di avere un/a figlio/a. Grazie a una serie di informazioni che ognuno potrà fornire in maniera del tutto riservata e attraverso analisi accurate svolte dai tecnici sul DNA e sulla storia dei genitori, sarà possibile stabilire il giorno in cui questo miracolo (perché sempre di miracolo si tratta) avvenne. Ma, non solo il giorno, anche il luogo, le situazioni e le atmosfere che favorirono questo eccezionale evento. E l’interessato potrà assistere, attraverso un filmato ricostruito con notevole attendibilità dall’IA, al loro incontro, come fosse realmente presente a quel fatidico momento.
Molte critiche sono state sollevate a questo proposito. Si è parlato che questa operazione va contro le basilari regole della riservatezza e della privacy, trattandosi di momenti di intimità che non è giusto rendere pubblici.
Va considerato, però, che l’operazione non prevede naturalmente scene esplicite di sesso e comunque resta riservata solo all’interessato che ne farà richiesta. Questo è il motivo per cui, attualmente siamo autorizzati a ricostruire solo rapporti che riguardino persone nel frattempo decedute, ed esclusivamente su specifica richiesta dell’interessato che dovrà rilasciare comunque una dichiarazione-liberatoria.
Che assurdità, esclamò il Commendator Remigio Delpiani, che stava rigirandosi tra le mani quel volantino che gli aveva passato un suo collega. Lui aveva ormai 84 anni, ed era uno tra i più importanti industriali della città di Milano. Vantava con orgoglio la sua origine lombarda. Due genitori lombardi doc. Nato settimino, aveva un viso quadrato, una mascella volitiva e due occhi scuri e un po’ a mandorla come quelli dei cinesi. Ma soprattutto un carattere forte e una grande determinazione che gli avevano consentito di ottenere un notevole successo negli affari. Leggendo quell’avviso se ne uscì sbuffando: “Ne inventano di tutti i colori pur di spillarti dei soldi”. Ma l’idea in sé, a una successiva riflessione, non gli sembrò poi così assurda. E anche se il costo del servizio era piuttosto alto, pensò che ci avrebbe provato, anche se era scettico e non aveva molta fiducia sull’operato dell’Intelligenza Artificiale.
Fornì tutte le informazioni e i dati relativi ai suoi genitori. Oltre a una serie di fotografie, prevalentemente in bianco e nero, che li ritraevano in diverse pose. Non mancava la classica sua foto di neonato, nudo sul letto matrimoniale di mamma e papà. Vi era anche qualche filmato, ma poca cosa perché all’epoca le cineprese avevano un costo elevato. Naturalmente, Remigio sapeva che sua madre Brigida, aveva lavorato a Milano come capo-operaia di una industria tessile fino all’agosto del 1940, poi, dopo uno dei primi bombardamenti, terrorizzata dalla brutta esperienza vissuta, era sfollata a Gambolò, in provincia di Pavia, dove abitava la famiglia del suo fidanzato, che sarebbe diventato di lì a poco suo marito, Cesare Delpiani. Si sposarono ai primi di ottobre del Quaranta e il piccolo Remigio, nonostante fosse settimino, nacque sano e robusto ad aprile del 1941. Anni difficili quelli, anni di guerra, ma che non fecero mai mancare al piccolo l’affetto dei suoi genitori.
Il filmato che il Commendator Delpiani ricevette dalla società informatica da cui aveva acquistato il servizio “Scopri il miracolo della vita con Origin AI” era in un CD e aveva la durata di una decina di minuti. Chi lo aveva elaborato precisò che era stata necessaria una ricerca accurata, anche di natura storica, ma che il risultato poteva dirsi soddisfacente.
Il Commendatore, dietro la sua scrivania di Presidente onorario della Società che aveva fondato tanti anni prima, infilò con le mani tremanti il CD nel lettore e si apprestò a godersi quel momento. Lui sapeva che mamma e papà si amavano, erano stati insieme tutta la vita. Una coppia che era stata, per tutti coloro che la conoscevano, un fulgido esempio di fedeltà e devozione. Il filmato avrebbe ricostruito quel momento magico in cui i due avevano coronato il loro sogno d’amore tanti anni prima e dal quale sarebbe nato lui. A questo pensiero, non nascose una lacrima che gli sfuggì dall’occhio destro e che asciugò col grosso dito indice.
Il breve film ebbe inizio. Corsero i titoli di apertura, accompagnati da una canzone dell’epoca famosissima del grande Luciano Tajoli “Vogliamoci tanto bene” e, non poteva mancare “Mamma”, nell’interpretazione di Beniamino Gigli. Si aspettava di rivedere i paesaggi della bassa padana, intorno a Gambolò, dove era nato, invece furono inseriti prima alcuni spezzoni di repertorio riguardanti la guerra appena iniziata.
Lo speaker, con voce impostata, disse: “A Milano nell’agosto del 1940, dopo i primi bombardamenti di giugno che avevano causato un morto, si era quasi tornati alla normalità. La notte tra il 13 e il 14 agosto però la guerra si fece sentire sul serio e con brutalità. Non ci si aspettava altre incursioni. Che invece arrivarono”.
Brigida, impiegata presso un laboratorio artigianale, era rimasta fino a tardi, per concludere certi lavori, come le capitava spesso. La sua intenzione era tornare a Gambolò il giorno dopo per ferragosto. Il laboratorio era in un vecchio edificio non lontano da Corso Sempione a Milano, uno degli obiettivi delle bombe sganciate dagli aerei provenienti dal nord. Era quasi mezzanotte quando bagliori in lontananza, scoppi, sibili e rombi di apparecchi a bassa quota avevano squarciato l’oscurità della notte. Brigida era terrorizzata e Jun Zhao, il proprietario, un trentenne di origine cinese, che era rimasto nel suo ufficio a fare i conti, corse incontro alla donna in preda al terrore. Per farsi coraggio a vicenda si abbracciarono e si sistemarono sotto un tavolo con gli occhi rivolti in alto ad ascoltare il fragore degli ordigni che piovevano su di loro. Brigida si era accucciata accanto a lui e tremava come una foglia. Jun l’abbracciò. I loro corpi, quasi senza che nessuno dei due l’avesse previsto, si unirono. Fecero l’amore. E insieme arrivarono al piacere proprio mentre sembrava che gli apparecchi si allontanassero dalla città e che potesse tornare almeno un po’ di serenità.