Cuori solitari

Giancarlo Montalbini

La camicia è una macchia bianca sul letto. Lei la ignora: infila nel cassetto la biancheria pulita, mette la borsa nuova sul ripiano più alto dell’armadio, apre la finestra e cambia aria alla stanza. Va a sedersi davanti allo specchio. È bella, oggi; sembra quasi che il trucco di ieri sera le sia rimasto addosso. Ora può girarsi, raggiungere il letto e quella camicia.

Prima sfiora il colletto e accarezza le maniche, poi se le preme sul naso, sulla bocca. Sorride: che stupida.

Va all’armadio e cerca una stampella libera. Si sforza di non guardare il telefono anche se è lì, sul comodino.

È cominciato tutto con una telefonata, uno scherzo che nemmeno lei immaginava dove l’avrebbe portata, un gioco che col passare delle settimane, dei mesi, è diventato terribilmente serio.

A volte si sente come presa in un vortice, una spirale da cui non può più uscire. Ma lei non vuole uscire, non vuole liberarsi di quella terribile e stupenda ossessione.

Eppure c’è stata una stagione della sua vita in cui nulla aveva più significato, nessun gusto, nessun sapore, nulla che valesse la pena di essere vissuto.

Elena si era sposata con Luca, il classico amico di una vita, una storia cominciata, ricordava lei scherzando, sui banchi della scuola steineriana di Via Pini, addirittura in prima elementare: lei timida, spaventata, si era ritrovata seduta accanto a quel bambino con i capelli rossi lunghi legati con un elastico; gli altri compagni lo prendevano in giro ma a lei piaceva e si erano fidanzati. Troppo piccoli per scambiarsi gli anelli si erano scambiati mezza merendina farcita al cioccolato.

Forse era scritto che si mettessero insieme, fatti l’uno per l’altra come asserivano tutti gli amici comuni.

Con lui Elena ha scoperto l’amore, le prime passeggiate mano nella mano lungo i viali del Parco Lambro, i primi baci rubati dietro l’angolo, le mani che bruciavano di desiderio e che, prima impacciate e poi sempre più sicure, esploravano i corpi sotto i vestiti alla ricerca del piacere, con lui ha scoperto le vertigini del sesso.

Dopo l’innamoramento e la passione dei primi anni scopre che l’amore eterno non esiste e né lei né Luca sono pronti a vivere quel cambiamento.

Un sogno su cui avevi puntato tutto e che improvvisamente crolla può avere effetti devastanti, un abisso dal quale ti sembra non poter più uscire.

La depressione è una brutta compagna.

Lei ne era venuta fuori, dopo aver toccato il fondo, grazie alla psicoterapia e ai farmaci.

Oggi però si rende conto che se non fosse stata per quella prima telefonata forse non si sarebbe salvata.

Lo psicologo da cui era in cura le aveva detto che doveva tornare a innamorarsi e lei ha seguito il consiglio alla lettera: si è innamorata un’altra volta, e poi un’altra volta ancora, e ancora, ancora …

Una rubrica di cuori solitari, un cellulare, una chiamata che le aveva cambiato la vita. Aveva scoperto un universo di emozioni nuove, passioni e sensazioni sconvolgenti che le hanno restituito il senso del vivere.

Ha anche imparato che c’è un momento della ragione e un momento del cuore.

Quando abbiamo valutato che una cosa, un’esperienza è vitale per noi, a quel punto dobbiamo buttarci a corpo morto, dobbiamo metterci in gioco fino in fondo, senza paura di scoprirci, di cadere, di farci male.  Il rischio è nelle cose. Se un’esperienza è davvero importante vale sempre la pena rischiare. È l’unico modo per non avere rimpianti.

E dunque oggi vive ogni storia d’amore come se fosse la prima o l’ultima, senza calcoli e senza tentennamenti, dando tutta se stessa e senza pensare a quello che accadrà domani. Anche se lei lo sa cosa accadrà.

La camicia finirà nell’armadio accanto alle altre.

È un gioco pericoloso il suo, lo sa bene. 

La moltitudine di persone che popolano le rubriche di “cuori solitari” vanno a comporre una fauna oltremodo variegata che può andare dal cinquantenne romantico ancora vergine, chiari problemi relazionali con l’altro sesso, al maniaco sessuale.

Proprio per questo Elena ha messo a punto una strategia quasi scientifica: per le prime telefonate si affida all’istinto ma poi la procedura prevede una serie di colloqui con i diversi candidati per un’accurata selezione fino a scegliere il profilo perfetto, anche perché non ci si può innamorare a comando e a prima vista.

Far innamorare il partner è l’ultimo dei problemi dal momento che lei è giovane, bella, e conosce tutte le armi di seduzione possibili.

Certo, nonostante tutti gli accorgimenti che adotta per nascondersi e mimetizzarsi, c’è sempre il pericolo che un poliziotto, più perspicace o solo più fortunato degli altri, si metta sulle sue tracce. A quel punto vorrà dire che la sua avventura sarà arrivata alla fine, ma nel frattempo lei vuole godersela fino in fondo.

Per questa volta è andato tutto come previsto. Adesso che ogni cosa è compiuta, deve stare attenta a non fare passi falsi, deve rimettere tutto in ordine, liberarsi del corpo e cancellare ogni traccia. Solo dopo potrà di nuovo prendere in mano il telefono e contattare la sua nuova vittima di cui innamorarsi ancora una volta.