Il profumo di Onlyfans

Nicola Tilli

Dove ti ho incontrata la prima volta non lo ricordo neppure.

Di quel momento ho impressa una sensazione complessa, di curiosità.

Dal secondo incontro la nuova incolmabile sensazione fu da subito un misto del profumo di due anime che si sfiorano che si confondeva con la vera essenza che effettivamente Tu, ogni volta, spargevi con dovizia sulla sua pelle, essenza rievocatrice di un fascino discreto ma folgorante.

Leggera come la semplice profusione di inconsapevole genuinità, che ti disarma e ti stordisce.

Da una parte io, l’inavveduto pretendente, dall’altra tu, l’apparente preda che prima di suscitare l’illusione di poter essere

cacciata lti ha già catturato senza che te ne sia accorto, rinchiuso in mura eterne da cui è impossibile fuggire.

Una vanità in cui è favoloso crogiolarsi, come se fosse un sogno così potente e immenso da far sfigurare la misera realtà quotidiana che ci circonda.

E’ il fascino inconfutabile dell’amore, potente come l’inebriante effluvio profumato che pure

Tu., fin dalla prima sera hai spruzzato quel tuo profumo con discrezione sulle parti laterali di un collo eburneo, sottile e slanciato, dipinto da piccole venature muscolari.

Collo di candido cigno,

tonico come nella raffigurazione della miglior scultura, atletico come quello di una giovane amazzone,

poi giù…. verso quel corpo.

Di statua.

Scolpito nella rappresentazione d’arte più riuscita che, di una figura femminile di grazia imperitura, si possa sognare. S e n z a r i v a l i .

Un’eleganza totale, congenita, naturale. Nel gesto della mano, nel sorriso, nel saluto che uno può immaginare proferito a quel modo solo da Venere assisa nell’Olimpo degli dei.

Un saluto che ti blocca, come una statua di sale colta da una gradevole sorpresa, inaspettata e folgorante.

Un semplice “ciao, come stai?”, che schiudeva tutta la tua classe nel tono calibrato della voce, in quel lieve sorriso con un impercettibile segno d’accompagnamento del corpo: un cenno d’approvazione del capo, che si inclina leggermente di lato, lasciando trasparire nello sbieco dello sguardo, una nuova inquadratura del volto che sembra presa da un film o rubata a un fotogramma di qualche depliant di moda, per cedere subito il passo alla stretta di mano, svelta e decisa.

Il tutto nella sequenza spazio-tempo di tre secondi: quel tanto che è bastato per non capirci immediatamente più nulla e rimanere atterriti da un tale tutto.

Da quel collo.

Da quel corpo.

Da quel lieve sorriso.

Dalla nuova inquadratura del volto

Dalla stretta di mano, svelta e decisa.

Dalla lucentezza di occhi da cerbiatto, color nocciola, sinceri e veri,

leggeri nello sguardo all’inizio, come fiocchi di neve che si posano radi su qualche ramo fuori dalla finestra una sera

d’inverno…..,

ma pesanti da reggere alla fine dell’incrocio di sguardi, come la più terribile delle bufere in cui i fiocchi, radi solo da principio, ora velocemente si infittiscono formandola effettivamente.., l’inattesa bufera

Occhi di cerbiatto quando ti guardano.. di sbieco..

nella nuova involontaria e improvvisata inquadratura da film.. leggeri prima e pesanti poi..

come la neve che cade da giorni..

che prima è una soffice e leggera sorpresa.. poi un manto ingombrante e insostenibile..

Uno sguardo profondo come l’eternità, che non si sa dove termina e se termina.

“TI piace amore mio? L’ho scritta per Te”. “Certo è bellissima”

“Ma tu mi ami Yaris” “Certo che ti amo”

“Buonanotte”

“Buonanotte a Te”

“Ehi Amo, ma che ci vieni al concerto di Bad Bunny?” “Si c’ho i biglietti; me li procura Tarchiante”

“E stasera che fai?”

“C’ho appuntamento col moscio.” “No, ancora lui. Ma dove ti porta.”

“Boh? Si chiama Il vicoletto; dal nome, so’ du’ palle di vecchia trattoria milanese, tovaglie gialle, tende gialle, risotto gialle e i suoi denti gialli, in tinta con una bella cravatta marrone. E poi noi semo de Roma.” “Aah, aah ma quando te la levi ‘sta zecca?”

“Manca poco, gli ho strigliato 50k in 6 mesi solo per starcene tranquilli in video sul canale.” “Ma nun te vole tocca’?”

“No figurati, quando ceniamo mi scruta, poi torna a casa, scrive e mi manda ?sti messaggi criptici der cazzo in forma di poesia: il tuo collo eburneo, nuova inquadratura del volto, la lucentezza del tuo viso” “Io metto in

Chatgpt ‘sti versi e rispondo – figurati se lo capisce; e poi .. nun ce capisco ‘na ‘mazza de’ ‘sti versi; so’

difficili per me.”

“Beh facile così; ti paga le cene, non te lo devi portare a letto e si accontenta dei balletti su Onlyfans.” “Per me è impotente, per quello nun ce sta a prova’.”

Entra Tarchiante, il Capo: faccia tarchiata, piglio da delinquente. “Forza ragazze, questo mese siamo indietro di 150.000 Euro; i polli vi aspettano e, mi raccomando, niente video senza soldini; al secondo tentativo andato buco, si molla il colpo”.

“Capo ma siamo sicuri che sia legale?”

“Certo che lo è: non c’è truffa, non promettete nulla e ricevete regali spontanei; non c’è furto, non c’è

nulla; ho parlato con i nostri avvocati state tranquillie” “Capo…”

“Dimmi tesoro”

“I nostri avvocati fanno schifo”

“Ora basta fai il tuo lavoro, al resto penso io”.

Yaris: ho la mente svuotata, mi sento tuo ostaggio non più riscattabile, con la sola speranza di essere incappato in un rapitore non malintenzionato.

Un unico elemento riporta ordine e un minimo di serenità in questa immaginaria opera del non senso. La speranza che è rassicurante. Confortante. Illuminante.

“Sa, signorina Yaris…”

“Ma che fai mi dai del Lei Amore?”

“Io non sono il Tuo amore e la speranza è l’ultima a morire, la speranza di colpire gente come Te” “Ah moscio!, ma buttate in canale!, ma te sei visto alle specchio: fai PAURA…ma va a morì ammazzato!!”

“Dicevo, sa .. anche noi, qui in Polizia Postale usiamo ChatGpt soprattutto per scrivere poesie e non saremmo in grado di scrivere da soli ed adescare truffatori d’ogni fatta.

Se volete guardare fuori dalla porta il capannone da cui trasmettete in vpn è circondato e, visto che siamo in tempi moderni, mi lasci proferire queste parole via chat nel vostro canale di Onlyfans che da oggi è sotto sequestro: vi dichiaro tutti in arresto, Mastro Tarchiante e le sue accolite per istigazione al suicidio di pochi giorni di quel povero ragazzo universitario di Milano, per truffa e per tutti gli illeciti conseguenti e successivi che verranno accertati dall’autorità giudiziaria.”

“Ma, ma …. ma come avete fatto?… Ma deve esserci un errore..”

Dove ti ho incontrata la prima volta non lo ricordo neppure.

Di quel momento ho impressa una sensazione complessa, di curiosità.

Dal secondo incontro in poi la nuova incolmabile sensazione fu da subito un misto del profumo di due anime che si sfiorano che si confondeva con la vera essenza che effettivamente Tu, ogni volta, spargevi con dovizia sulla sua pelle, essenza rievocatrice di un fascino discreto ma folgorante.

“Il profumo Yaris, il suo maledetto profumo che è così raro da essere un indizio certo quando si trova nei paraggi di poveri ragazzi innamorati e autolesionisti collegati al vostro canale di Onlyfans.

Le intercettazioni hanno fatto il resto.

I veri mosci siete Voi, amebe della società senza arte né parte dedite a sotterfugi vergognosi.

Avrà tanto modo e tanto tempo per rifletterci da oggi in poi ospite delle nostre patrie galere.”