{"id":4703,"date":"2025-09-09T08:32:08","date_gmt":"2025-09-09T08:32:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4703"},"modified":"2025-09-09T08:32:11","modified_gmt":"2025-09-09T08:32:11","slug":"desiderando-manu","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/desiderando-manu\/","title":{"rendered":"Desiderando Man\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<h1>Desiderando Man\u00f9<\/h1>\n\n\n\n<h3>Carlo Battaglini<\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo il divorzio ero finito a Milano, ad abitare da mio fratello e a lavorare in un ufficio presso Porta Romana. Per un po\u2019 mi ero solo adattato, ma capire che Laura aveva scelto me, nella fila di colleghi pronti a vendere l\u2019anima in cambio di un solo suo sguardo, mi aveva messo di fronte alla necessit\u00e0 di un luogo dove portarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo capito ben presto che le donne hanno pi\u00f9 risorse. Anche per affittare un appartamento a ore vicino a Porta Romana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso sappiamo dove andare\u201d, aveva detto Laura avvicinandosi, facendomi sentire il suo profumo mentre si passava la punta della lingua sulle labbra. Cos\u00ec sfacciata. Cos\u00ec provocante. Cos\u00ec ansiosa di tradire il marito. Mi sfior\u00f2 la bocca con la sua, not\u00f2 sorridente il gonfiore che mi pulsava tra le gambe e disse: \u201cAttento a non andare in giro cos\u00ec\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ci trovammo in quella stanza per la prima volta, ne osservai i mobili. C\u2019era un letto grande, due comodini, un armadio. Un ventilatore riposava su un com\u00f2. Mi avvicinai per accenderlo. Sotto il vetro di copertura c\u2019erano le foto di un\u2019adolescente, dallo sguardo pudico e dalla carnagione chiara, i capelli corti e il seno generoso.<\/p>\n\n\n\n<p>La nudit\u00e0 e la voracit\u00e0 di Laura, pur strepitose come mi ero immaginato, non riuscirono a colmare una certa mancanza di magia. Stuzzicarci in ufficio era stato frustrante, ma avevo provato un batticuore cos\u00ec forte d\u2019averne ora nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura non si accorse della mia delusione, o finse di non accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori la sala era vuota. Tossii. Tossimmo. Forse la signora che ci aveva ricevuto graziosa, seria, mostrandoci la camera senza fare commenti maliziosi, ci aveva lasciati soli.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavo per posare i soldi sul tavolo, quando sentimmo un fruscio di tende, e ci apparve la ragazza delle foto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva, in effetti, non pi\u00f9 di diciotto anni. I suoi occhi, bellissimi, si nascondevano dietro un paio di occhialini. Aveva un libro in mano, come se stesse studiando.<\/p>\n\n\n\n<p>Le consegnai i soldi, e mi parve che arrossisse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlla prossima volta\u201d, ci disse sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi chiama Man\u00f9\u201d, rivelai a Laura una settimana dopo, davanti al diploma esibito sotto il vetro del com\u00f2. Non fu solo quello a parermi nuovo, ma anche una foto di lei sulla spiaggia, seduta su una sdraio, lo splendido seno strizzato in uno striminzito bikini. Non pareva tanto ingenua. Sia a me, sia a Laura, sembrava rivelare un indiscutibile talento per la provocazione. Lo sguardo sereno era accompagnato da un sorriso inquietante, conturbante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019alla prossima volta poteva leggersi come la sua consapevolezza dei nostri giochi, ai quali avrebbe anche voluto partecipare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019accontentiamo?\u201d, proposi a Laura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFammi urlare\u201d, rispose complice.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci di tutto per esaudirla.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia lingua percorse tutte le vie del suo corpo, e lei mi implor\u00f2 di continuare cos\u00ec, e le sfuggirono sospiri tanto intensi da risuonare al di l\u00e0 delle pareti. Quando la penetrai, il suo urlo fu acuto. Incontenibile. Quasi un grido di dolore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ora dopo uscimmo dall\u2019alcova, e ci fu chiaro che non ci eravamo sbagliati.<\/p>\n\n\n\n<p>Man\u00f9 arriv\u00f2, di corsa, lo stesso libro in mano, il volto infiammato, chiss\u00e0 se di piacere o di vergogna. O per il piacere della vergogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Le diedi i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura le prese la mano e si appartarono di qualche passo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vidi Man\u00f9 annuire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando fummo fuori, Laura mi rivel\u00f2 che le aveva chiesto di lasciarci nel letto le lenzuola con le quali avrebbe dormito lei. Era arrivata a dirle che volevamo sentire il suo odore.<\/p>\n\n\n\n<p>Al successivo incontro, le lenzuola usate non erano l\u2019unica novit\u00e0. C\u2019era una nuova foto, appositamente esposta per noi. Man\u00f9, coperta solo da una salvietta, era distesa sul letto, prona, la testa eretta poggiata sul palmo delle mani. Le gambe erano alzate e incrociate. E il messaggio pi\u00f9 eloquente era nel lenzuolo, stampato in arabeschi gialli, lo stesso offerto a noi quel giorno, impregnato dei suoi umori notturni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDormir\u00e0 nuda?\u201d, domandai a Laura, e restammo entrambi ad annusare le lenzuola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa le faresti, se fosse qui?\u201d, volli sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura chiuse gli occhi. Evocativa. \u201cL\u2019abbraccerei da dietro\u201d, mi sussurr\u00f2, \u201cper sentire il suo corpo sul mio. Le mordicchierei l\u2019orecchio, e le chiederei di baciarmi ovunque\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura parlava, e io le vedevo in piedi, i corpi raddoppiati dallo specchio, una dietro l\u2019altra, le mani di Laura accarezzare il seno di Man\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Caddero sul letto, accanto a me, abbracciate, il calore dei due corpi cos\u00ec vicini al mio. Con la bocca frugavo senza sapere pi\u00f9 di chi fosse quella gamba, di chi fosse la mano che mi toccava, la vagina che mi avvolgeva, la lingua sulla mia schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ritrovammo sfiniti, fradici di sudore, Laura e io.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscendo, Man\u00f9 ci salut\u00f2 come sempre, lo sguardo pudico, il volto infiammato dal rossore. Mi parve sudasse, come se fosse rimasta esposta al sole estivo. Un leggero tremito le agitava le dita.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura, con familiarit\u00e0, le diede un bacio sulla guancia.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendemmo l\u2019abitudine di evocarla. La domanda tu cosa le faresti Passava dalla mia bocca a quella di Laura, scatenando la nostra fantasia, attizzando il bisogno che avevo di Man\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foto sotto il vetro del com\u00f2 cambiavano sempre, provocandomi, e poi comparve un paio di sandali ai piedi del letto, e una vestaglia nell\u2019armadio aperto, e un paio di mutande sporche in bagno, che io annusai a fondo, immaginandole come l\u2019antipasto di ci\u00f2 che ci aspettava tra le lenzuola. Alla fine, sempre come parte del rito, il saluto prima di andarcene: alla prossima volta, e il bacio sulla guancia, perch\u00e9 adesso la baciavo anch\u2019io. Le carezzavo la nuca con le dita, e lei lasciava fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Reiterando quel rito, impazzivo sempre pi\u00f9, fino a quando, salutando Man\u00f9, le sussurrai: \u201cTi ho lasciato un regalino in camera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019insaputa di Laura, avevo lasciato a Man\u00f9 un biglietto sotto il vetro del com\u00f2: \u201cPotr\u00f2 farti l\u2019amore?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La settimana dopo, come avevo progettato, mi giustificai con Laura sforzandomi di apparire sincero: un cliente mi aveva chiesto un appuntamento urgente. Nello stesso istante Laura mi aveva ribattuto una sua scusa. Le nostre parole si erano incrociate nell\u2019aria, annullandosi o confermandosi a vicenda. Mi spiacque sentirla dire che aveva del lavoro arretrato, e che non sarebbe riuscita a vedermi gioved\u00ec mattina, come era nostra abitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi presentai all\u2019appartamento da solo. Dissi alla madre di Man\u00f9 che la mia amante mi avrebbe raggiunto poco dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscevo ormai la stanza pure al buio. Mi svestii.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accertai di non aver chiuso a chiave, e aspettai.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo confuso e diluito pass\u00f2 sulla mia inquietudine, pass\u00f2 l\u2019odore di Man\u00f9, e il suo corpo abbracciato a quello di Laura nello specchio. Passarono gli occhi della ragazza. Passarono le sue labbra, posate su quelle della mia amante. Passarono canzoni, voci irriconoscibili, una raffica di vento. Il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mio risveglio toccai il corpo di una donna nuda, che giaceva accanto a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Era successo quello che era prevedibile. La passione fa diventare egoisti, ma come Ho gi\u00e0 detto, due rispettive giustificazioni si annullano, si dissolvono anche se sono due tradimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci abbracciammo, capendo e perdonando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 tardi\u201d, Laura disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vestimmo in silenzio. La luce della stanza rivel\u00f2 la polvere che copriva il com\u00f2, le foto ingiallite sotto il cristallo, e quella storia ormai incomprensibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Desiderando Man\u00f9 Carlo Battaglini Dopo il divorzio ero finito a Milano, ad abitare da mio fratello e a lavorare in un ufficio presso Porta Romana. 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