{"id":4733,"date":"2025-09-09T09:25:59","date_gmt":"2025-09-09T09:25:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4733"},"modified":"2025-09-09T09:26:18","modified_gmt":"2025-09-09T09:26:18","slug":"lossessione-di-via-mac-mahon","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/lossessione-di-via-mac-mahon\/","title":{"rendered":"L&#8217;ossessione di via Mac Mahon"},"content":{"rendered":"\n<h1>L&#8217;ossessione di via Mac Mahon<\/h1>\n\n\n\n<h3>Antongiulio Staniscia<\/h3>\n\n\n\n<p>A Milano, la primavera \u00e8 un miraggio traditore. L\u2019aria di marzo si aggrappa ancora all\u2019inverno, densa di gasolio, pioggia acida e promesse mai mantenute. Via Mac Mahon, con i suoi tram che stridono come vecchie ossa e le saracinesche abbassate, \u00e8 una cicatrice d\u2019asfalto che pulsa debolmente sotto il cuore gelido della citt\u00e0. I lampioni proiettano ombre lunghe e distorte, come dita che graffiano il selciato umido, e il vento porta con s\u00e9 l\u2019eco di risate lontane, soffocate dai muri scrostati delle palazzine popolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Al terzo piano di un condominio anni \u201950, dove l\u2019intonaco si sbriciola come pelle morta, vive Guido Leoni. Cronista di nera per il <em>Corriere della Sera<\/em>, Guido \u00e8 un segugio specializzato in delitti che puzzano di sudore, lenzuola sporche e segreti inconfessabili: omicidi a sfondo sessuale, sparizioni che nessuno reclama, misteri che la citt\u00e0 inghiotte senza rimpianti. Ha 47 anni, ma ne dimostra di pi\u00f9. Il suo volto \u00e8 una mappa di rughe scavate dall\u2019alcol e dall\u2019insonnia, gli occhi due pozze di cinismo incorniciate da occhiaie perenni. \u00c8 un alcolizzato con stile, per\u00f2, un uomo che venera il whisky torbato come un prete venera il vino da messa. Il suo bilocale \u00e8 un tempio pagano: pareti tappezzate di dossier ingialliti, fotografie sbiadite di scene del crimine, mozziconi di sigarette schiacciati in posaceneri stracolmi e bottiglie di Lagavulin mezze vuote, disposte come trofei di una guerra persa contro se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Guido vive per la solitudine. La cerca, la corteggia, la abbraccia nelle notti in cui il sonno non arriva. Ma una sera di marzo, mentre la pioggia tamburella sui vetri come un avvertimento, qualcosa irrompe nel suo rifugio. Una busta gialla scivola sotto la porta, senza mittente, senza timbro. Solo il suo nome, scritto in una calligrafia elegante, quasi femminile, che sembra danzare sulla carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro, una fotografia in bianco e nero. Una donna nuda, il corpo teso come una corda di violino, legato con fili di seta rossa che le mordono la pelle. Il volto \u00e8 nascosto da una maschera veneziana, un\u2019aristocratica reliquia di carnevale, con occhi vuoti che fissano il nulla. Sul retro, una scritta in milanese stretto, tracciata con inchiostro nero: <em>\u201cQuand te gh\u2019hee vist el giald, l\u00e0 ghe l\u2019\u00e8 on secret che br\u00fcsia.\u201d<\/em> Quando hai visto il giallo, l\u00ec c\u2019\u00e8 un segreto che brucia.<\/p>\n\n\n\n<p>Guido sente un brivido risalirgli la schiena, non di paura, ma di eccitazione. \u00c8 il richiamo della caccia. Collega subito l\u2019immagine a una serie di casi irrisolti che lo ossessionano da anni: donne fotografate in pose erotiche, quasi rituali, prima di svanire nel nulla. Nessuna denuncia, nessuna richiesta di riscatto, solo un silenzio che sa di tomba. Ma questa fotografia \u00e8 diversa. \u00c8 un invito. O una minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella notte, la sua vita diventa un labirinto. Ogni settimana, una nuova busta gialla appare sotto la porta. Ogni fotografia \u00e8 pi\u00f9 audace, pi\u00f9 esplicita, ogni immagine un puzzle di indizi nascosti: un dettaglio di un portone liberty, un numero civico riflesso in uno specchio incrinato, un\u2019insegna sfuocata che potrebbe appartenere a qualsiasi angolo di Milano. Guido si immerge nell\u2019indagine come un naufrago che si aggrappa a un relitto. Le giornate si dissolvono in un vortice di caff\u00e8 amaro, sigarette e appunti scarabocchiati su tovaglioli di bar. Le notti, invece, sono un\u2019altra storia. Una voce femminile lo chiama da un numero anonimo. Non parla. Respira. Un respiro lento, profondo, quasi erotico, che si insinua nei suoi sogni come un veleno dolce. Guido, che aveva giurato di non innamorarsi pi\u00f9 dopo un matrimonio naufragato e una serie di amanti dimenticate, sente un desiderio malsano crescere dentro di lui. Vuole conoscere quella donna. Vuole toccarla. Vuole salvarla. O distruggerla.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine lo trascina nei bassifondi di Milano, dove la citt\u00e0 si spoglia della sua patina di eleganza e mostra i denti. Visita bordelli legalizzati in Chinatown, dove l\u2019odore di incenso e sudore si mescola al ronzio dei neon. Perlustra studi fotografici abusivi in Bovisa, antri polverosi dove il clic di una Polaroid pu\u00f2 costare una vita. Si infiltra nei salotti della vecchia borghesia milanese, tra collezionisti d\u2019arte erotica che parlano di Caravaggio mentre sorseggiano champagne e nascondono segreti dietro sorrisi affilati. Ogni pista sembra promettente, ma si spegne in un vicolo cieco. Eppure, Guido non si arrende. L\u2019ossessione lo divora. I sogni si fanno febbrili, popolati da maschere veneziane e corde di seta che lo strangolano. Il confine tra desiderio e paura si assottiglia fino a scomparire.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, una notte, il colpo di scena. Nella nuova fotografia, riconosce la donna. \u00c8 Carla Ferretti, psicologa forense, sua ex compagna. La donna che aveva amato con una passione che rasentava la follia, sparita cinque anni prima in circostanze mai chiarite. Il suo volto, anche se mascherato, \u00e8 inconfondibile: la curva delicata del mento, la ciocca di capelli che le cadeva sempre sulla fronte. Guido si convince che sia viva, che sia coinvolta, che stia giocando con lui. La cerca freneticamente, setacciando vecchi archivi, interrogando ex colleghi, inseguendo ombre nei vicoli di Brera e nei bar di Ticinese. Ma Milano \u00e8 una citt\u00e0 che non rivela i suoi segreti facilmente. Ogni passo lo porta pi\u00f9 vicino al baratro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, l\u2019ultima fotografia arriva. Questa volta, il soggetto non \u00e8 una donna. \u00c8 lui. Guido Leoni, nudo, legato, addormentato in una posa che ricalca quella delle altre vittime. Non ricorda nulla. Si sveglia nel suo letto, il cuore che martella nel petto, la fotografia posata sul comodino come un\u2019offerta sacrificale. Sul retro, un nuovo messaggio: <em>\u201cEl giald l\u2019\u00e8 mia un color. L\u2019\u00e8 ona maledissi\u00f2n.\u201d<\/em> Il giallo non \u00e8 un colore. \u00c8 una maledizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 lo travolge come un\u2019onda nera. Carla \u00e8 viva. Non \u00e8 una vittima, ma l\u2019architetta di un gioco perverso. Ha orchestrato tutto: le fotografie, le chiamate, gli indizi. Ha usato modelle, illusioni fotografiche, persino tecniche di suggestione ipnotica apprese durante i suoi anni come psicologa forense. Tutto per vendicarsi di una relazione tossica, di promesse infrante, di tradimenti che Guido aveva sepolto sotto strati di whisky e cinismo. Lo ha trasformato nella sua preda, intrappolandolo in un rituale che \u00e8 insieme punizione e seduzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Guido si trova di fronte a una scelta: denunciare tutto, consegnare Carla alla giustizia e chiudere il caso, oppure lasciarsi consumare dall\u2019ossessione. Sceglie la seconda strada. Non denuncia nulla. Scrive un romanzo, riversando ogni dettaglio della sua discesa agli inferi in pagine che sanguinano inchiostro. Il libro diventa un caso letterario, un culto per i lettori di noir e i voyeur dell\u2019anima. Guido si trasforma in un autore di successo, ma la sua vita non cambia. Ogni notte, controlla l\u2019ingresso del palazzo, scruta le ombre, aspetta. Quando il telefono squilla, risponde, con un brivido che gli scava la schiena come una lama.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l\u2019ossessione non muore mai. Cambia forma, si traveste, si tinge di giallo. E a Milano, sotto la pioggia, il giallo non \u00e8 solo un colore. \u00c8 una condanna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ossessione di via Mac Mahon Antongiulio Staniscia A Milano, la primavera \u00e8 un miraggio traditore. L\u2019aria di marzo si aggrappa ancora all\u2019inverno, densa di gasolio, pioggia acida e promesse mai mantenute. 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