{"id":4747,"date":"2025-09-09T09:50:09","date_gmt":"2025-09-09T09:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4747"},"modified":"2025-09-09T09:50:18","modified_gmt":"2025-09-09T09:50:18","slug":"la-tela-testimone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/la-tela-testimone\/","title":{"rendered":"La tela testimone"},"content":{"rendered":"\n<h1>La tela testimone<\/h1>\n\n\n\n<h3>Lucia Caruso<\/h3>\n\n\n\n<p>Milano, ore 09:42. Pioggia a catinella. Via Savona.<\/p>\n\n\n\n<p>Giada, ventitreenne, indossa una camicia oversize e niente sotto. Mentre si avvicina al cavalletto, il tessuto scivola dalla spalla, lasciando intravedere la curva del seno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Elena la guarda da dietro la tela, il pennello sospeso a mezz\u2019aria. L\u2019atelier \u00e8 inondato di luce. Lo ha ereditato, cinque anni fa, da Adelaide Boldoni, zia paterna. Eccentrica collezionista e audace pittrice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon riesco a concentrarmi se mi guardi cos\u00ec\u00bb mormora, senza toglierle gli occhi di dosso. Rapita.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza non dice: \u201clo so\u201d. Sorride. Le mani si cercano smaniose di trovarsi, e quando si toccano, il mondo pare trattenere il fiato. La creativit\u00e0, lo spazio, il tempo: tutto scompare. Restano solo i respiri, l\u2019incastro delle bocche, il battito crescente come una marea. La pittrice la solleva. L\u2019adagia sul tavolo pieno di macchie colorate. Il legno scricchiola per custodire quel segreto.<\/p>\n\n\n\n<p>Trentenne, seni turgidi, contempla l\u2019amante rannicchiata accanto a lei. Riprende a dipingere. Indefinito, il volto sul fondale, ma i contorni delle spalle e del petto prendono forma con un\u2019inquieta precisione. \u00c8 come se un altro viso cercasse di farsi strada tra le sue mani. Non sta ritraendo il suo idolo. Nemmeno s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie non basta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa nel silenzio cambia. La luce sembra farsi pi\u00f9 fredda, le due donne s\u2019irrigidiscono.<\/p>\n\n\n\n<p>La calma avvolgente dello studio \u00e8 rotta da un colpo improvviso e secco alla porta. Non forte. Ma abbastanza da farle sobbalzare.<\/p>\n\n\n\n<p>La musa ispiratrice si alza. Di scatto, l\u2019altra lascia cadere il pennello nel barattolo. L\u2019acqua sporca schizza sul pavimento.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce. Femminile, asciutta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abElsa Brandi. Posso entrare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non attende risposta. Passo lento, misurato. Occhi verdi, luminosi. Indossa un <em>giacchett che \u2018l g\u2019ha minga tegnuu gi\u00f2 l\u2019acqua<\/em>. Era fradicia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon riceviamo visite senza appuntamento,\u00bb reagisce subito la pi\u00f9 giovane, sistemando alla meglio il poco che indossa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019investigatrice abbozza un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCollaboro con la Questura\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferma davanti al quadro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCurioso. L\u2019angolo della bocca somiglia a quello di una persona svanita nel nulla. Sofia Mantovani. Posava, sparita all\u2019improvviso. E non \u00e8 l\u2019unica.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice dell\u2019opera non replica, ma il cuore martella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi sono altri ritratti di volti?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nega.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSto seguendo una traccia. Tre modelle inghiottite dal mistero. Ritratte prima di diventare irreperibili. Sempre in fondali simili a questo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Indica il lavoro sul cavalletto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE con un dettaglio in comune: lo sguardo laterale. Suggerisce che guardassero qualcun altro, fuori campo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte non mente. A volte racconta pi\u00f9 delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Tira fuori una fotografia. Profilo di donna. Sullo sfondo, una scena incompiuta.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019avete mai vista?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Elena stringe la camicia sul corpo. Giada la osserva. Spaventata.<\/p>\n\n\n\n<p>La detective aspetta. Poi aggiunge:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl responsabile dell\u2019indagine mi ha dato sei giorni. Sei. Poi chiude il fascicolo. Ma io credo che la pittura non sia solo rappresentazione. \u00c8 restituzione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si volta ed esce.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie s\u2019incrina.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio, in via Fatebenefratelli, Elsa trova il vicequestore dietro una pila di faldoni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai deciso di inseguire fantasmi?\u00bb domanda, accogliendola con calore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si siede.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuella pittrice-la nipote della Baldoni-non dipinge da sola. Lavora \u201csu\u201d. Le opere parlano, ma nessuno le ascolta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano Milani, aprendo un fascicolo:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abMarina Rovere. Vent\u2019anni. Scomparsa dopo una mostra in zona Tortona. Nessuna prova. Solo un\u2019immagine. Dietro, quella dannata tavola incompiuta. Lo stesso per Maria Laura Canelli. Ma nel caso di Sofia c\u2019\u00e8 una firma.&nbsp; S.M. \u00c8 Sara Monti, deceduta nel \u201994. Ne sono certo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome puoi esserne sicuro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNessun altro professionista del settore corrisponde a questa sigla. E gli esperti dicono che \u00e8 proprio il suo stile.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le porge un fotogramma, indicando un dettaglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai mai visto qualcosa di simile?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn pennello sullo sfondo. Stesso marchio inciso su quello usato da Baldoni. Probabilmente ereditato dalla zia.&nbsp; E se proprio quelle setole avessero ritratto tutte e tre?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon puoi indagare su emozioni e sfumature di colori.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDipende. Le emozioni lasciano tracce.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie mente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;In quelle stesse ore, Giada rientra nel laboratorio. L\u2019amante- amica, davanti a una composizione, raschia via la vernice: sotto, linee grigie. Un viso? Stessa operazione su altre superfici. Identico risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abErano qui. Da sempre,\u00bb bisbiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe scomparse?\u00bb chiede, colei che alimenta il suo estro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo cercato di ignorarle. Ma continuavano a spingere perch\u00e9 le riportassi alla luce.\u00bb&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo, senza preavviso, la Brandi e Milani irrompono nell\u2019atelier con un tecnico della scientifica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl pigmento cadmio non copre del tutto. Alcune cose restano visibili,\u00bb osserva l\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon \u00e8 solo pittura. \u00c8 memoria stratificata. Forse, confessione,\u00bb azzarda la detective.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena chiude gli occhi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo non ho ucciso nessuno.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo scopriremo. I quadri parlano.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie restituisce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La notte cola &nbsp; sui vetri dello studio illuminato solo dalle luci basse, quelle che non disturbano i colori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seduta per terra, ginocchia raccolte, l\u2019artista contempla i suoi lavori. Su quello pi\u00f9 elaborato vede ombre non tratteggiate da lei. Profili affiorati. Chi li ha lasciati l\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Non ho mai visto questi volti prima <\/em>-pensa-<em> ma si manifestano. Non creati, ma svelati da me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Arretra, colta da tremore, conscia della rivelazione. Si guarda le mani. Sconvolta. Tremano perch\u00e9 \u201cqualcosa\u201d le sta usando.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio s\u2019addensa. Sente il ritratto respirare. Per un istante.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie si rivela.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani, la mostra si tiene in uno spazio industriale. L\u2019 ultima realizzazione appesa al centro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019investigatrice in fondo alla sala, il capo al suo fianco.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Modella e pittrice l\u2019una accanto all\u2019altra. Fissano la sagoma emersa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo si avvicina. Si ferma. Parla a voce alta:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 mia sorella. Marina Rovere. Fatta sparire nel 1992.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il vicequestore si rivolge alla sua collaboratrice:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa tela non \u00e8 la prova.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo. \u00c8 la testimone.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La ritrattista raggiunge gli inquirenti. Quella figura, a lei sconosciuta, ora ha un nome.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo non l\u2019ho mai vista. Non in vita. Come le altre, \u00e8 riemersa da un vissuto che non mi appartiene. Ma, forse l\u2019ho fatto mio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Brandi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTalora la memoria si trasferisce. Da una presenza all\u2019altra. E l\u2019arte diventa ci\u00f2 che resta.\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie \u00e8 testimone.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la vernice, le tre composizioni hanno raccontato tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle originali, firmate da Sara Monti, contenevano sostanze cromatiche con tracce biologiche, fibrille, sangue, residui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adelaide Baldoni, sedotta da quei volti, li riconobbe e li cel\u00f2. Forse per timore di un\u2019accusa di complicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I ritocchi- puliti, standard, senza contaminazioni \u2013 appartengono alle mani ignare di Elena.&nbsp; Lei \u00e8 stata il tramite attraverso cui tornare.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefano:<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abTutte le modelle ritratte sono scomparse negli anni in cui Monti ancora dipingeva. Una quarta vittima \u00e8 sopravvissuta perch\u00e9 il ritratto era incompiuto. Non era talento, ma occultamento.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><em>La superficie ha rivelato la verit\u00e0 sepolta.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tela testimone Lucia Caruso Milano, ore 09:42. Pioggia a catinella. Via Savona. Giada, ventitreenne, indossa una camicia oversize e niente sotto. Mentre si avvicina al cavalletto, il tessuto scivola dalla spalla, lasciando intravedere la curva del seno.&nbsp; Elena la guarda da dietro la tela, il pennello sospeso a mezz\u2019aria. L\u2019atelier \u00e8 inondato di luce. 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