{"id":4771,"date":"2025-09-09T10:34:26","date_gmt":"2025-09-09T10:34:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4771"},"modified":"2025-09-09T10:34:30","modified_gmt":"2025-09-09T10:34:30","slug":"gloria-e-anita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/gloria-e-anita\/","title":{"rendered":"Gloria e Anita"},"content":{"rendered":"\n<h1>Gloria e Anita<\/h1>\n\n\n\n<h3>Loris Felice<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 un tipico pomeriggio nebbioso dei primi anni \u201980, in zona Lambrate, girando tra le vie del quartiere \u00e8 impossibile non notare un gruppo di ragazzini schiamazzanti sui loro motorini. Sono tutti fermi ad osservare la bacheca del cinema Gloria. Nel pomeriggio si proietta \u201cQuelle insaziabili voglie\u201d, il manifesto non lascia molti dubbi sulla trama.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercoled\u00ec \u00e8 il giorno scelto dai gestori per proporre film vietati ai minori. Il pubblico non \u00e8 mai numeroso: molti arrivano da fuori per non essere riconosciuti. Gli incassi non sono alti, ma bastano a coprire le spese e fanno conoscere la sala anche in vista delle programmazioni pi\u00f9 \u201cclassiche\u201d del sabato e della domenica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai \u00e8 buio, \u00e8 scesa una fitta nebbia e resta solo l\u2019insegna al neon del cinema a rischiarare il marciapiede. Gli spettatori escono alla chetichella coprendosi con sciarpe e cappelli per non farsi riconoscere. Il vecchio Gino, tuttofare del cinema, inizia a pulire la sala: raccoglie mozziconi, cartacce, fazzoletti..&nbsp; Mentre si avvicina al fondo, nota un\u2019ombra tra le file delle poltrone. Si avvicina: \u00e8 un uomo che sembra addormentato. Purtroppo, non \u00e8 cos\u00ec. Prova a scuoterlo, ma l\u2019uomo non d\u00e0 segni di vita. Gli tocca la fronte: \u00e8 fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto, a Gino parte un urlo strozzato, un misto di paura, rabbia e repulsione: \u201cAnita! Corri subito! C\u2019\u00e8 uno che s\u2019\u00e8 sentito male!\u201d. Anita \u00e8 la titolare della sala, una donna sulla quarantina d\u2019anni portati benissimo. Gestisce tutto: programmazione, biglietteria ed il bar interno dove serve il caff\u00e8 tra un tempo e l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ospedale \u00e8 a poche centinaia di metri, l\u2019ambulanza arriva in fretta, ma pu\u00f2 solo constatare il decesso. Arriva anche una pattuglia della Polizia, a presentarsi \u00e8 il vice commissario Saverio Bellucci accompagnato da un collega. Vista la situazione, non gli resta molto da fare se non le domande di rito e raccogliere le generalit\u00e0: \u201cGiuseppe Santovito, 62 anni pensionato, residente a Segrate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anita e Gino confermano che l\u2019uomo si presentava spesso il mercoled\u00ec, in pratica era un amante del genere. Non \u00e8 possibile risalire agli altri spettatori, quindi il Bellucci, completati gli atti, saluta e rientra in caserma. Si attende l\u2019autopsia, ma tutto fa pensare al classico infarto complice l\u2019et\u00e0 e forse le \u201cforti emozioni\u201d del film.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sabato seguente, il vice commissario \u00e8 ancora in ufficio, \u00e8 stato trasferito da poco, non conosce la zona e non ha legato molto con i colleghi. In questi giorni \u00e8 lui a gestire la caserma, il commissario \u00e8 influenzato e tocca a lui far andare avanti il tutto. Ad un certo punto pensa che passare la serata al cinema potrebbe essere una buona idea. Ne approfitterebbe anche per fare qualche domanda in pi\u00f9 su quel strano decesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato al cinema, alla cassa trova la signora Anita. Il suo sguardo cade inevitabilmente sul notevole d\u00e9collet\u00e9 della donna, che lo riconosce (anche se in borghese) e gli sorride e gli domanda: \u201cBiglietto ridotto, giusto?\u201d \u201cCome preferisce signora. So che non \u00e8 piacevole, ma posso farle qualche domanda su quanto accaduto mercoled\u00ec sera?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi spiace, tra poco inizia lo spettacolo e sono impegnata. Se vuole, passi domani sera a casa mia dopo la proiezione: saremo pi\u00f9 tranquilli, e se posso le sar\u00f2 utile.\u201d Questa frase, accompagnata da una strizzata d\u2019occhio e dalla mano che nel frattempo si era appoggiata sulla sua, lo fa arrossire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene per domani, intanto vado in sala, in attesa dell\u2019inizio del film scambio due parole con il signor Gino.\u201d \u201cGiuseppe era un cliente abitudinario, sedeva sempre in fondo alla sala vicino al bagno, non prendeva mai nulla al bar ed usciva appena partivano i titoli di coda.\u201d Questo \u00e8 tutto quello che Gino \u00e8 in grado di dirgli.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera seguente, Saverio si presenta a casa di Anita. Lei lo accoglie con un sorriso e lo fa accomodare sul divano. Anita si siede accanto a lui. La sua gonna lascia intravedere le sue gambe snelle, avvolte in calze velate. Cercando di non distrarsi troppo, Saverio inizia a farle qualche domanda, ma Anita non ha informazioni utili sul defunto. Anzi, a un certo punto \u00e8 lei a fare domande, poi, con naturalezza, Anita avvicinandosi ancora di pi\u00f9 prende la sua mano e la posa sulla propria gamba. Il profumo, la vicinanza e il contatto fisico lo stordiscono. La mano di Saverio sale e scopre che le calze sono delle autoreggenti. A quel punto, Anita gli ferma la mano, la stringe tra le sue e lo accompagna in camera. Mentre si spoglia, il Saverio ha giusto il tempo d\u2019apprezzare il bel reggiseno, che viene sganciato in un baleno. I due si sdraiano sul letto, lei gli sbottona la camicia e spegne la lampada sul comodino. Prima che Saverio esca per tornare in caserma, Anita prende una caramella da un cofanetto sull\u2019armadio e gliela porge. \u201cPrendi questa caramella al miele. \u00c8 un po\u2019 come me: dura fuori, dolcissima dentro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si avvia verso la caserma, immerso nella nebbia ripensando a quello che \u00e8 appena accaduto.Sar\u00e0 stata un\u2019avventura mordi e fuggi o qualcosa di pi\u00f9 serio? Scarta la caramella, qualcosa lo blocca. Osserva l\u2019incarto giallo, quel dettaglio gli gela il sangue: \u00e8 lo stesso incarto trovato ai piedi del defunto. Senza esitare, torna a casa di Anita e suona insistentemente il campanello. Dopo qualche minuto, lei apre presentandosi con una vestaglia semitrasparente. \u201cCos\u2019\u00e8 successo? Hai dimenticato qualcosa? Stavo dormendo.\u201d \u201cVolevi avvelenarmi con la caramella, vero? Come hai fatto con quell\u2019uomo. Se non parli subito chiamo i colleghi e ti faccio passare la nottata al fresco.\u201d Anita lo guarda e sorride: \u201cBravo il mio quasi commissario! Stai tranquillo: la caramella che ti ho dato \u00e8 buonissima, e l\u2019autopsia dir\u00e0 che Santovito \u00e8 morto per cause naturali. Ma se vuoi sapere la verit\u00e0, siediti. Ti racconto una storia. Vuoi qualcosa da bere?\u201d \u201cSolo se lo versi davanti a me e lo bevi anche tu\u201d risponde Saverio.\u201cMamma mia, che diffidente! Un\u2019ora fa non eri cos\u00ec cauto sotto le coperte\u201d, risponde Anita ridendo,<br>\u201cFacciamo un salto nel 1948. Mia madre lavorava in una tessitura. La famiglia era povera, cinque fratelli. Il caporeparto era un giovane gi\u00e0 sposato, ma con le mani lunghe. Una sera, si offr\u00ec di accompagnare a casa mia madre. La port\u00f2 invece in un parchetto e la mise incinta. A quei tempi non c\u2019erano molte soluzioni. Lei cerc\u00f2 di parlargli, ma lui la minacci\u00f2. Cos\u00ec nacqui io. Lei si chiamava Gloria, lo stesso nome che ho dato al cinema. Solo pochi anni fa, prima di morire, mia madre mi raccont\u00f2 tutto. Anche il nome di quell\u2019uomo. Giuseppe Santovito. Pochi mesi fa, durante un controllo dei carabinieri agli spettatori sono stati chiesti i documenti. Quando ho sentito pronunciare quel nome mi \u00e8 crollato il mondo. Era lui. Ho speso una fortuna per farmi preparare una caramella avvelenata ma nessuno potr\u00e0 mai scoprirlo. L\u2019ho messa in bella vista e gliel\u2019ho offerta guardandolo fisso negli occhi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Saverio si rimette il cappotto ed esce, in strada non passa nessuno, solo un gatto randagio in cerca di qualche sacco dell\u2019immondizia da esplorare. Ha fatto l\u2019amore con un\u2019assassina. Forse pu\u00f2 denunciarla, far approfondire le indagini. Inizia a piovigginare, Saverio alza il bavero del cappotto e pensa: \u201cin fondo forse \u00e8 giusto che finisca cos\u00ec\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gloria e Anita Loris Felice \u00c8 un tipico pomeriggio nebbioso dei primi anni \u201980, in zona Lambrate, girando tra le vie del quartiere \u00e8 impossibile non notare un gruppo di ragazzini schiamazzanti sui loro motorini. Sono tutti fermi ad osservare la bacheca del cinema Gloria. 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