{"id":4792,"date":"2025-09-09T12:37:10","date_gmt":"2025-09-09T12:37:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4792"},"modified":"2025-09-09T12:37:14","modified_gmt":"2025-09-09T12:37:14","slug":"rossana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/rossana\/","title":{"rendered":"Rossana"},"content":{"rendered":"\n<h1>Rossana<\/h1>\n\n\n\n<h3>Claudia Pandolfi<\/h3>\n\n\n\n<p>Rossana guard\u00f2 le lenzuola sporche di sangue. Se ne rimase l\u00ec per diversi minuti, rannicchiata contro la testiera del letto, le ginocchia che premevano contro i seni e un pollice in bocca, stretto tra i denti. Non sapeva spiegarsi perch\u00e9 avesse perso tutto quel sangue; non sentiva dolore, se non si considerava la morsa in cui era stretto il suo stomaco. Rossana era ancora nuda; distese le gambe e le allarg\u00f2, guardandosi alla luce dell\u2019abat-jour. Era sporca di sangue, ma non aveva ferite visibili; si tast\u00f2 scrupolosamente l\u2019interno delle cosce, l\u2019inguine, i genitali esterni, ma non sentiva alcun dolore ed escluse di avere lividi o tagli. Torn\u00f2 a fissare l\u2019enorme macchia circolare di colore rosso scuro sul lenzuolo, e intanto si chiese a che punto fosse del suo ciclo mestruale. S\u00ec, ci stava. Un po\u2019 in anticipo, forse. Certo, non aveva mai avuto mestruazioni cos\u00ec abbondanti\u2026 Forse era per via della doccia calda che aveva fatto subito dopo, magari le erano venute esattamente in quel momento e il calore aveva dilatato i suoi vasi sanguigni, con il risultato che mentre dormiva aveva perso un fiume di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Scese dal letto, infil\u00f2 le pantofole di cortesia per non camminare scalza sulla moquette visibilmente usurata del motel e con la mano pulita spinse la porta che dava sul piccolo bagno. C\u2019erano ancora il tepore e l\u2019umidit\u00e0 rimasti dopo la doccia calda, ma di lui nessuna traccia. Rossana si lav\u00f2 le mani, poi torn\u00f2 sulla soglia del bagno per gettare un\u2019occhiata nella stanza da letto. La porta d\u2019ingresso era chiusa. I vestiti e le scarpe di lui erano spariti. Chiaramente se n\u2019era andato. Della propria roba, invece, sembrava non mancare nulla, ma avrebbe controllato il contenuto della borsa dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Indugi\u00f2 ancora un momento sulla soglia, indecisa sul da farsi. Come avrebbe spiegato alla reception tutto quel sangue? Avrebbe dovuto tentare di lavare le lenzuola? Sicuramente, per\u00f2, anche il materasso si era macchiato\u2026 Rossana immagin\u00f2 la conversazione con il receptionist e si sent\u00ec avvampare. Magari sarebbe riuscita a sgattaiolare via senza farsi vedere? In fondo non era ancora l\u2019alba. Cerc\u00f2 di ricordare se il ragazzo avesse pagato al loro arrivo; non voleva certo indianare. C\u2019era anche il rischio che pensassero che in quella stanza si fosse consumato un orribile delitto. Certo, in quella parte di Milano non sar\u00e0 stato cos\u00ec infrequente\u2026 E se avessero chiamato la polizia? I suoi documenti e quelli del ragazzo li avevano registrati, magari avrebbe ricevuto la telefonata di un commissario invecchiato al Giambellino che le chiedeva con voce arrochita da alcool e fumo \u201cdove si trovava ieri notte, signorina?\u201d. Sarebbe stato piuttosto imbarazzante dover raccontare a lui cosa era successo. Ad ogni modo, non poteva lasciare la stanza in quelle condizioni. Decise di entrare nuovamente nella doccia, per lavarsi la parte inferiore del corpo, poi si sarebbe<\/p>\n\n\n\n<p>rivestita. Per fortuna che aveva scelto di indossare pantaloni di pelle, quella sera. Nel frattempo che l\u2019acqua tiepida scioglieva il sangue che si era seccato lungo le sue cosce e tingeva di rosa il piatto doccia, Rossana si chiese se aveva un assorbente di emergenza da qualche parte nella borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercava di concentrarsi su quello che avrebbe dovuto fare, pragmaticamente, passo dopo passo, perch\u00e9 non appena iniziava ad immaginarsi la reazione del ragazzo quando si era svegliato, magari per fare pip\u00ec, e aveva visto quell\u2019oceano rosso l\u2019imbarazzo le infuocava la punta delle orecchie. Peccato, perch\u00e9 era carino ed era stato anche insospettabilmente gentile. Come si chiamava? David? Dennis? Rossana ripens\u00f2 con rimpianto al fatto che anche quella sera stava per presentarsi con un nome falso, ma aveva poi deciso all\u2019ultimo momento di essere sincera; fino a quel momento, per lui era stata solo \u201cPrettyVixen\u201d, il nome con cui figurava sulla app. Quell\u2019inaspettato slancio di fiducia aveva colto di sorpresa anche lei. \u00c8 che quel ragazzo aveva un sorriso davvero dolcissimo. Magari era la volta buona, aveva pensato, la sera della svolta; si era concessa una flebile speranza. E, naturalmente, le si era ritorta contro. Certo che tra tutti i nomi, i suoi genitori avevano dovuto scegliere proprio Rossana? Tutta colpa dei Police e della loro canzone cos\u00ec orecchiabile!Rossana inizi\u00f2 a canticchiare mentre prendeva il flaconcino omaggio di docciashampoo e si insaponava: \u00ab<em>Roxanne, you don&#8217;t have to put on the red light<\/em>, <em>those days are over<\/em>, <em>you don&#8217;t have to sell your body to the night\u2026<\/em>\u00bb. La canzone scivol\u00f2 via dalle sue labbra lasciando spazio ad un sorriso sardonico. Beh, per\u00f2 non era mica sempre male. C\u2019erano state serate s\u00ec e serate no; qualche momento di imbarazzo iniziale, a volte genuina curiosit\u00e0 reciproca, raramente qualche sorpresa, ma perlopi\u00f9 lunghe ore di noia scandita dal cigolio delle molle di materassi da quattro soldi. Di certo era la prima volta che finiva in un bagno di sangue. Uscendo dalla doccia scoppi\u00f2 in una risata, realizzando a voce alta: \u00absicuro si ricorder\u00e0 di me per sempre!\u00bb. E chiss\u00e0 se sarebbe pi\u00f9 riuscito a mangiare quelle caramelle, si chiese, con il loro incarto rosso sangue. Rossana rise, di pancia, rise fin quando non le si riempirono gli occhi di lacrime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rossana Claudia Pandolfi Rossana guard\u00f2 le lenzuola sporche di sangue. 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