{"id":4798,"date":"2025-09-09T12:50:12","date_gmt":"2025-09-09T12:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?page_id=4798"},"modified":"2025-09-09T12:50:16","modified_gmt":"2025-09-09T12:50:16","slug":"un-brutto-scherzo-cinese","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/un-brutto-scherzo-cinese\/","title":{"rendered":"Un brutto scherzo cinese"},"content":{"rendered":"\n<h1>Un brutto scherzo cinese<\/h1>\n\n\n\n<h3>Ugo Perugini<\/h3>\n\n\n\n<p>Hui Ying gli aveva telefonato un\u2019ora prima dandogli l\u2019appuntamento in via Paolo Sarpi, dove lavoravano i suoi. Marco era innamorato pazzo di lei. Non era solo il fascino dell\u2019esotico, visto che lei era cinese e lui italiano. No, era qualcosa di pi\u00f9. A parte il fatto che lei era una ragazza dolce e&nbsp; bellissima, in pi\u00f9 possedeva un \u201cnon so che\u201d che lo faceva impazzire. Quel suo modo di sorridere, di muovere la testa facendo ondeggiare i suoi lunghi capelli neri. Per non parlare del suo corpo e della sua pelle di un candore incredibile, abbagliante avresti detto. Marco arriv\u00f2 qualche minuto prima all\u2019appuntamento. C\u2019era molta gente in&nbsp; Paolo Sarpi. Soprattutto coppiette, essendo quasi ora di cena, erano in coda davanti ai numerosi street food. Chi aveva gi\u00e0 fatto la fila, in piedi o sulle panchine, mangiava i ravioli, gli udon, i colli d\u2019anatra, gli spiedini. Con le bacchette ma i pi\u00f9 con le mani. Sembravano apprezzare questi cibi. Si leccavano le dita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In attesa che arrivasse Hui Ying, Marco si guardava in giro, dava qualche occhiata, con un po\u2019 di sussiego alle vetrine stracolme di varie paccottiglie, gingillini, personaggi tutti un po\u2019 infantili, occhi grandi, sorrisi esagerati, e dappertutto i gatti portafortuna che salutano con la zampina che va su e gi\u00f9. Instancabili e quasi ossessivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ecco il momento tanto atteso. Lei gli era arrivata alle spalle all\u2019improvviso, lui aveva sentito prima il suo profumo poi la sua voce: \u201cCiao Malco, amole mio\u201d si sent\u00ec dire e il suo cuore sobbalz\u00f2 come avesse avuto una scarica elettrica. Cosa aveva quella ragazza di tanto affascinante? Marco non lo sapeva dire ma ne era completamente infatuato. Non gli era mai successo prima. E di ragazze ne aveva avute. Con Hui era un\u2019altra cosa. Questa sensazione gli dava un po\u2019 fastidio perch\u00e9 era come se non potesse avere pi\u00f9 controllo su di s\u00e9. Come se fosse stregato, come se una malia si fosse impadronita della sua anima. Non conosceva le tradizioni cinesi ma aveva uno spirito aperto e disponibile. Il fatto che Hui volesse presentarlo ai suoi non lo impensieriva pi\u00f9 di tanto. Anche se poteva voler dire mettere una seria ipoteca sull\u2019eventualit\u00e0 di un prossimo matrimonio. Marco, almeno fino a qualche mese prima, sarebbe stato contrario a ufficializzare qualsiasi vincolo matrimoniale. Era un uomo libero e tale avrebbe voluto restare. Ma con Hui le cose erano cambiate all\u2019improvviso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni, Malco, saliamo in casa.\u201d Fece Hui stringendogli la mano. E lo trascin\u00f2 con dolce risolutezza in mezzo alla folla, ogni tanto voltandosi verso di lui con un sorriso compiaciuto. Lui si lasciava condurre quasi ad occhi chiusi, seguendo il profumo che la ragazza indossava. Entrarono da un portoncino di legno consumato in una via stretta adiacente a Paolo Sarpi. Salirono al primo piano attraverso una scala dai gradini sbrecciati e Hui apr\u00ec la porta di una abitazione che conduceva a un grazioso salottino. \u201cPosso offlilti una tazza di t\u00e8?\u201d fece sorridendo. Lui fece di s\u00ec con un cenno della testa. Bevvero la bevanda con brevi sorsi, guardandosi senza parlare. A Marco sembr\u00f2 intuire che quello fosse il momento per abbracciarla e farle capire quanto l\u2019amava. La stanza era immersa nella semioscurit\u00e0 e un silenzio ovattato sembrava isolarli dal mondo. Si immagin\u00f2 che lei l\u2019avesse portata a casa dei suoi non per presentargli i genitori ma per fare l\u2019amore. Quella era la sua occasione, non doveva perderla. I due si abbracciarono. Hui lasci\u00f2 che lui l\u2019accarezzasse. E, fatto importante, lei non sembrava per nulla imbarazzata. Il divano su cui i ragazzi erano finiti era l\u2019alcova ideale. Sarebbe stata la loro prima volta e Marco voleva fare una bella figura. La manifesta tranquillit\u00e0 della ragazza, gli conferm\u00f2 che per parecchio tempo nessuno li avrebbe disturbati. E si lasci\u00f2 andare. Hui si sfil\u00f2 la maglietta. Lasciando che i suoi seni si mostrassero turgidi e vibranti come Marco non se li era mai immaginati, nel loro biancore latteo su cui spiccavano i turgidi capezzoli bruni. Il ragazzo era nel pieno dell\u2019eccitazione e si slacci\u00f2 i pantaloni, pronto a dimostrare quanto forte fosse il suo desiderio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu in quel preciso momento che si presentarono da una porta del salotto due ragazzi cinesi che bloccarono Marco, senza dargli nemmeno il tempo di rivestirsi. Erano due tipi tarchiati, robusti, che gli si misero uno alla sua destra, l\u2019altro alla sua sinistra, e prendendolo sottobraccio lo sollevarono di peso. Marco, colto di sorpresa, non ebbe il tempo di reagire: i calzoni scivolarono a terra e rimase in mutande. Guard\u00f2 la sua donna con aria smarrita. Hui, rivestitasi in fretta, non sembrava particolarmente preoccupata, e rivolgendosi ai due giovani, si limit\u00f2 a dire, sorridendo: \u201cLasciatelo stale!\u201d. Per tutta risposta uno di loro disse: \u201cSi melita una bella lezione!\u201d, mentre l\u2019altro faceva un cenno di assenso con la testa. Poi Hui guard\u00f2 Marco: \u201cSono i miei flatelli. A lolo piace schelzale!\u201d. Marco non era dello stesso avviso e non capiva che intenzioni avessero quei due energumeni che ora&nbsp; lo stavano portando in un\u2019altra stanza. Sempre sollevandolo di peso, entrarono in un grande laboratorio dove due o tre donne in piedi di fronte ad un lungo bancone di marmo stavano lavorando delle carni di animali. Sentiva l\u2019odore del sangue e i ripetuti colpi di coltelli da scanno, mannaie, batticarne, che rimbombavano sinistramente nell\u2019aria. Uno dei due parl\u00f2 con solennit\u00e0: \u201cQuesto \u00e8 il labolatolio di nostlo padle. Qui lavoliamo l\u2019anatla e tutti i suoi pezzi commestibili: collo, petto, ali, zampe.\u201d. Marco osserv\u00f2: \u201cGrazie delle informazioni, ma cosa volete da me? Lasciatemi. Voglio almeno rivestirmi.\u201d Uno dei due gli disse all\u2019orecchio: \u201cNo. Tila fuoli il tuo cazzo e mettilo sul marmo. Le donne lo lavolelanno come collo d\u2019anatla!\u201d. \u201cSiete pazzi!\u201d urlo Marco, cercando di divincolarsi, ma inutilmente. Quello dei due fratelli che era sempre stato muto sussurr\u00f2 qualcosa all\u2019orecchio dell\u2019altro che assent\u00ec. Tir\u00f2 fuori un fazzoletto e bend\u00f2 Marco, dicendo: \u201cMeglio che tu non veda!\u201d. Marco a quel punto prov\u00f2 con tutte le sue forze a liberarsi della presa ma si rese conto che era inutile. Ora lui non vedeva pi\u00f9 niente ed era terrorizzato. Sent\u00ec che uno dei due aveva chiamato una donna, che si era avvicinata e ridendo chiese cosa dovesse fare: \u201cTu tagliale cazzo!\u201d. Marco url\u00f2 con quanto pi\u00f9 fiato pot\u00e8. Uno dei due fratelli gli disse di stare calmo e che non avrebbe sentito alcun male. Quando Marco ud\u00ec la lama dello scannatoio vibrare nell\u2019aria e schiantarsi con sfrigolio sinistro sul marmo, si lasci\u00f2 andare e svenne. I due, allora, si misero a ridere come pazzi. Si diedero uno sguardo di intesa e uno dei due infil\u00f2 nelle mutande di Marco, ormai privo di sensi, un po\u2019 di frattaglie sanguinolente di anatra e lo riportarono da Hui, che li rimprover\u00f2 per quello scherzo orribile, ma alla fine rideva anche lei di gusto. Non possiamo sapere cosa prov\u00f2 Marco quando si riebbe e si guard\u00f2 nelle mutande cercando tra le frattaglie sanguinolente il suo sesso, per fortuna ancora intero. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che non apprezz\u00f2 molto quel tipo di scherzo e ripens\u00f2 con nostalgia alla sua precedente fidanzata di Pontremoli che per fortuna non aveva fratelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un brutto scherzo cinese Ugo Perugini Hui Ying gli aveva telefonato un\u2019ora prima dandogli l\u2019appuntamento in via Paolo Sarpi, dove lavoravano i suoi. Marco era innamorato pazzo di lei. Non era solo il fascino dell\u2019esotico, visto che lei era cinese e lui italiano. No, era qualcosa di pi\u00f9. 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