{"id":3316,"date":"2022-02-14T08:52:46","date_gmt":"2022-02-14T08:52:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/?p=3316"},"modified":"2022-02-14T13:58:32","modified_gmt":"2022-02-14T13:58:32","slug":"luciana-bianciardi-la-vita-agra-di-mio-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/luciana-bianciardi-la-vita-agra-di-mio-padre\/","title":{"rendered":"Luciana Bianciardi: la &#8220;vita agra&#8221; di mio padre"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso i ricordi dell&#8217;infanzia, dai rimproveri alle complicit\u00e0, la figlia racconta l&#8217;uomo e l&#8217;intellettuale Luciano Bianciardi. Il suo &#8220;manifesto letterario, politico, sociale, persino religioso mai censurato&#8221; esce in audiolibro per Emons.<\/p>\n<p><em>Da \u00abtuttolibri\u00bb del 12 febbraio 2022<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-3317 size-large\" src=\"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Foto_Luciano-e-Luciana-1024x713.jpg\" alt=\"Foto_Luciano e Luciana\" width=\"669\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Foto_Luciano-e-Luciana-1024x713.jpg 1024w, https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Foto_Luciano-e-Luciana-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Foto_Luciano-e-Luciana-768x534.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\">Tutto sommato, io sono il frutto dell\u2019estremo tentativo dei miei genitori di rimettersi insieme. Tentativo fallito, anche se a ben vedere sulla sua riuscita c\u2019era poco da scommettere. I miei dunque erano separati da prima che io nascessi, cos\u00ec il mio concepimento fu la cesura, il taglio di un rapporto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il babbo io l\u2019ho vissuto molto poco. Ricordo poche occasioni di una sua visita quand\u2019ero piccola: una data per\u00f2 non mancava mai in questa rarefazione di rapporto: quella della Befana. Tanto che per me Babbo e Babbo Natale, che arrivavano a distanza di due settimane l\u2019uno dall\u2019altro, si confondevano in una dimensione tra favola e realt\u00e0. Ero comunque abbastanza serena, protetta dalla bugia che il babbo era lontano perch\u00e9 doveva lavorare, ma che ci pensava e ci voleva bene; come Babbo Natale, insomma, che si fa vedere solo una volta l\u2019anno ma lavora incessantemente pensando a te.<\/p>\n<p align=\"justify\">Babbo scriveva: scriveva libri, scriveva sui giornali, e scriveva lettere a noi: e io, appena imparato a scrivere dalla nonna maestra, rispondevo a quelle lettere. Una volta gli chiesi che cosa ci facesse \u201ccostaggi\u00f9\u201d: era un avverbio che avevo imparato chiss\u00e0 dove, ma mi piaceva, mi pareva forte, con quella \u201ccosta\u201d a fargli da spalla. Gli scrissi che sarebbe stato meglio se fosse venuto l\u00ec, da noi, per sempre. Lui mi rispose con il consueto ritardo, sgridandomi perch\u00e9 l\u2019avverbio giusto sarebbe stato \u201ccostass\u00f9\u201d, visto che Milano era pi\u00f9 a nord di Grosseto. Del fatto che, su o gi\u00f9 che fosse, la mia richiesta era ben un\u2019altra, non fece parola.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un giorno, avevo circa 8 anni, passeggiavo con mio padre sulle Mura di Grosseto, la passeggiata classica dei grossetani. Lui mi chiese di raccontargli quello che facevo, quello che mi piaceva. Io rimasi in silenzio, pensando a quello che avrei potuto dire: tutto mi sembrava banale nella mia vita, di fronte a un babbo che sapevo famoso, che scriveva sui giornali, scriveva libri, compariva in televisione. Volevo un episodio che lo colpisse, che mi descrivesse come speciale. Ero abituata a una nonna maestra, che valutava soprattutto i successi scolastici, ma quelli li avevo gi\u00e0 raccontati e non mi sembravano all\u2019altezza. All\u2019improvviso l\u2019illuminazione. Ero iscritta all\u2019azione cattolica e poco prima avevo \u201cdato l\u2019esame\u201d per passare dalla categoria delle Beniamine (dai 6 ai dieci anni) a quella delle Aspiranti (dai 10 ai 15 anni). Quello s\u00ec che era un traguardo da raccontare. \u00abSai, babbo, ha fatto l\u2019esamino dell\u2019Azione cattolica e sono diventata aspirante\u00bb, gli dissi, tutta contenta. \u00abAh, bene&#8230;\u00bb fece lui, poco convinto. \u00abE a che cosa aspirate?\u00bb Ecco, quella era una domanda che non mi aspettavo. Anzi, a dirla tutta, era una domanda a cui non avevo mai pensato. Che \u201caspirante\u201d fosse il participio presente del verbo aspirare, certo, lo sapevo, era nella grammatica che la signora maestra ci spiegava. Ma non l\u2019avevo mai pensata in quel modo, per me quella era un\u2019etichetta, una qualifica, non un verbo che doveva avere per forza un complemento, maledetta grammatica. E intanto il tempo passava, il mio silenzio era per me intollerabile, eravamo quasi al bastione Garibaldi, da l\u00ec si scendeva per andare a casa di nonna Adele, l\u00ec sarebbe finita la mia giornata con il babbo. Urgeva rispondere. \u00abAspiro ad andare in Cielo con Ges\u00f9\u00bb E qui il mio babbo famoso proruppe in una bestemmia delle pi\u00f9 orrende. Ero pietrificata, consapevole della gravit\u00e0 di quella pronuncia, e glielo dissi, in lacrime: \u00abBabbo, ma \u00e8 una bestemmia!\u00bb E lui, accortosi di quell\u2019enormit\u00e0: \u00abNo, no, se la scrivi tutta attaccata e con la doppia d non \u00e8 bestemmia&#8230;\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">Del mio babbo da giovane mi parlava qualche volta mia zia, sua sorella: naturalmente con l\u2019affettuosa narrazione mitica che l\u2019essere sorella minore e di uno scrittore gi\u00e0 noto comportava. Oltretutto, zia Laura era stata anche allieva di suo fratello negli anni della guerra, quando per le supplenze si ricorreva agli studenti universitari dei primi anni, non ancora richiamati: mi dipingeva un professore fuori dagli schemi, non sempre ben accetto alla presidenza, che portava le sue allieve a fare scampagnate in bicicletta e insegnava il latino con metodi a dir poco innovatori. E fu proprio \u201cscolastica\u201d la molla che fece scattare l\u2019inizio di un rapporto pi\u00f9 forte con mio padre: dovevo scegliere il liceo che avrei frequentato e che mia madre e mia nonna mi indicavano perentoriamente nel liceo classico, secondo loro \u201cpi\u00f9 adatto alle ragazze\u201d: le materie scientifiche, quelle che adesso si definiscono STEM, insomma, non si addicevano a una Cornelia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Io pi\u00f9 che Cornelia mi sentivo un\u2019Amazzone, mi piacevano la matematica e le lingue straniere, che in un percorso di liceo classico erano fortemente mutilate. Pensai che uno come il babbo, che difendeva le libert\u00e0 altrui sui giornali, avrebbe potuto difendere la mia libert\u00e0 di scelta. Gli scrissi, gli chiesi di venire a Grosseto, ma non per qualche ora: avevo veramente bisogno di lui. Lui arriv\u00f2 il giorno dopo. Il babbo prese alloggio in albergo: mia mamma era stata perentoria su questo. E siccome l\u2019albergo era proprio sulla strada che lei faceva ogni giorno per andare in negozio&#8230; lei cambi\u00f2 strada. Ah, io mi ero poi iscritta al Classico, l\u2019arrivo del babbo paladino delle libert\u00e0 non aveva decretato il successo della mia piccola personale rivoluzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Babbo mi veniva ad aspettare all\u2019uscita della scuola, quella dove aveva insegnato. Il preside non era cambiato, lo guardava sempre con sospetto, forse si chiedeva come mai quello scapestrato avesse avuto tanto successo con i suoi libri e con i suoi articoli. Andavamo a pranzo insieme, poi era l\u2019ora dello studio per me e del lavoro per lui: aveva fatto mettere due scrivanie nella camera, una di fronte all\u2019altra, e aveva inventato un gioco: quando lui diceva CAMBIO! Bisognava scambiarsi di posto: io traducevo Jack London, lui faceva le mie versioni di greco. Ed era bravissimo, a differenza di me: scriveva su una vecchia Olivetti manuale, infilando foglio dopo foglio e inserendo sempre una velina con la carta carbone; finita la cartella, faceva due mucchietti: uno di carte veline, l\u2019altro di fogli destinati all\u2019editore. Correggeva pochissimo, le frasi gli venivano fuori in un italiano perfetto, senza sbavature, senza incertezze, come se magicamente nella testa la frase gli entrasse in inglese e gli uscisse in italiano, senza sforzo, senza contorcimenti. Lo invidiavo, e lo invidio tuttora, sembrava che tradurre per lui fosse un\u2019operazione senza fatica. Riusciva a fare anche venti cartelle al giorno, senza fermarsi, battendo sui tasti e infilando e sfilando carta e veline e carta carbone. Finita la \u201cdose quotidiana di battonaggio traduttorio\u201d, come chiamava lui i pomeriggi di lavoro e studio, uscivamo a prendere un po\u2019 d\u2019aria; ma quel babbo ritrovato non mancava mai di stupirmi: la legge sul divorzio, che a me sembrava una importante conquista sociale, a lui non piaceva, e diceva che se vi fosse stato un referendum (cosa che poi fu, ma lui non c\u2019era gi\u00e0 pi\u00f9) avrebbe votato contro. \u00abContro il divorzio, babbo? Tu sei contro il divorzio?\u00bb \u00abCerto,\u00bb mi disse una volta lui. \u00abPerch\u00e9 non dovremmo lottare per avere il divorzio: dovremmo lottare per abolire il matrimonio.\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La vita agra<\/em> non la lessi quando usc\u00ec (avevo 7 anni, troppo piccola); la lessi in prima media, quando cominciai a capire chi era il mio babbo. Mia nonna, la madre di mio padre, ovviamente comperava tutti i giornali in cui comparivano gli articoli del figlio, ivi compresi quelli che a loro tempo erano ritenuti giornali \u201cscandalosi\u201d, come ABC, per esempio, che mostrava s\u00ec le foto di qualche ragazza scollacciata ma affrontava temi importanti come l\u2019aborto, il divorzio ecc. Su ABC c\u2019era una rubrica di educazione sessuale curata da Renata Pisu, la sinologa, che per\u00f2 si firmava con lo pseudonimo di Cristina Leed.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mia nonna nascondeva le riviste che riteneva sconce, come appunto ABC, in una cassapanca chiusa a chiave nel corridoio di casa sua. Trovai la chiave, trovai ABC e naturalmente mi misi a leggere la rubrica di educazione sessuale. La leggevo con il vocabolario accanto, perch\u00e9 termini come clitoride, punto G, orgasmo vaginale eccetera mi erano completamente sconosciuti. Per me era una sorta di decrittazione, di traduzione, come da una lingua straniera. Poi la nonna scopr\u00ec le mie letture segrete, e nascose meglio la chiave della cassapanca.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma intanto avevo deciso che dovevo leggere le opere paterne. Trovai una copia della Vita agra, anche questa ben nascosta, e la lessi tutta d\u2019un fiato, capendo la met\u00e0 di quel che andava capito. Me ne rimase per\u00f2 la sensazione di un libro scritto solo per me, una sorta di confidenza padre\/figlia, la storia di una vita e di un tormento che dovevano in qualche modo uscir fuori. Non era cos\u00ec, ovviamente, e le numerose riletture fatte ne tempo mi svelavano man mano un manifesto letterario, politico, sociale, perfino religioso di una vastit\u00e0 e di un\u2019importanza che -credo- non abbiano uguali. Tutt\u2019oggi non capisco come il libro possa essere passato alla censura che in quel tempo era feroce, ma forse solo per gli aspetti di sesso. Ricordo la denuncia per oscenit\u00e0 e vilipendio alla religione cattolica per un racconto di mio padre, \u201cLa solita zuppa\u201d, che venne sequestrato nelle librerie. L\u2019autore, l\u2019editore e persino lo stampatore furono processati, e gli atti di quel processo, con le frasi incriminate per oscenit\u00e0, sono addirittura esilaranti. La difesa dello stampatore, poi, \u00e8 un capolavoro di inconsapevole comicit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma <em>La vita agra<\/em>, chiss\u00e0 perch\u00e9, pass\u00f2 indenne dal vaglio censoriale. Eppure si dice che \u00abse fosse una questione politica, io saprei il da fare. Se si trattasse soltanto di aprire un vuoto politico, dirigenziale, in Italia, con pochi mezzi ci riuscirei. Il progetto l\u2019ho gi\u00e0 esposto altrove, ed \u00e8 semplice. Mi basta da un massimo di duecento a un minimo di cinque specialisti preparati e volenterosi, e un mese di tempo, poi in Italia ci sarebbe il vuoto. E nemmeno con troppe perdite: diciamo una trentina, e nessuno dei nostri. Con trenta omicidi ben pianificati io ti prometto che farei il vuoto, in Italia.\u00bb Chiss\u00e0 che il terrorismo di qualche anno dopo non avesse letto -e ovviamente mal interpretato- questa affermazione. Anche il film de <i>La vita agra<\/i>, uscito due anni dopo, non potei vederlo: a vietarmelo non fu pi\u00f9 l\u2019autorit\u00e0 di mamma e nonna, bens\u00ec -stavolta- la censura: il film era vietato ai minori di quattordici anni, forse perch\u00e9 narrava la vicenda di un uomo che lascia la moglie per un\u2019altra donna, visto che nel film in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 nessuna -o quasi- suggestione erotica. Il film, comunque, ha un finale diverso dal libro, nel quale il protagonista si addormenta pensando che \u201cnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d, quasi a prefigurare un sonno pi\u00f9 duraturo di quelle sei ore. Nel film, poi, il protagonista torna dalla moglie; o meglio, \u00e8 la moglie a tornare da lui, lamentandosi che in quella casa manca la mano di una donna. Dell\u2019unica donna, cio\u00e8, che pu\u00f2 stare accanto a un uomo. La moglie. Cos\u00ec voleva la morale dell\u2019epoca, e cos\u00ec scrissero gli sceneggiatori, Vincenzoni e Amidei.<\/p>\n<p align=\"justify\">A quella prima lettura de <i>La vita agra<\/i>, come ho gi\u00e0 detto, ne sono seguite molte altre e molte altre ne seguiranno: quell\u2019inizio di rapporto padre\/figlia, con la sensazione infantile che il libro parlasse solo a me, non si \u00e8 esaurito nel tempo; anzi, con la scoperta che Babbo Natale non esiste, mi \u00e8 rimasta la sensazione che quel babbo che diceva di avere soltanto l\u2019odore del babbo, sia in realt\u00e0 un\u2019ombra, non sempre leggera, una nuvola, non sempre piacevole, ma che sempre mi segue e mi avvolge.<\/p>\n<\/p>\n<p class=\"Standard\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Attraverso i ricordi dell&#8217;infanzia, dai rimproveri alle complicit\u00e0, la figlia racconta l&#8217;uomo e l&#8217;intellettuale Luciano Bianciardi. Il suo &#8220;manifesto letterario, politico, sociale, persino religioso mai censurato&#8221; esce in audiolibro per Emons. Da \u00abtuttolibri\u00bb del 12 febbraio 2022 Tutto sommato, io sono il frutto dell\u2019estremo tentativo dei miei genitori di rimettersi insieme. Tentativo fallito, anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3317,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2,3],"tags":[15,296,18,121,122,297],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3316"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3316"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3316\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3324,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3316\/revisions\/3324"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.excogita.it\/casa_editrice\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}